Il 30 giugno scorso il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi ha espresso il voto convintamente favorevole del gruppo azzurro al “Programma triennale per la cultura 2026-2028” sottoposto all’assemblea del Pirellone dalla giunta lombarda. Il provvedimento, che è stato approvato a maggioranza, è un documento di indirizzo strategico nato dall’ascolto delle esigenze dei territori e destinato al supporto delle istituzioni e degli operatori culturali. Si prevede di stanziare oltre 126 milioni nel triennio, ripartiti tra risorse regionali autonome (25,5 milioni), fondi PNRR (34 milioni), fondi europei (17,6 milioni), risorse interregionali e dal Piano Lombardia (49 milioni).
“La cultura è il nostro DNA – dice il consigliere regionale Sergio Gaddi, vicepresidente della Commissione Cultura, ricerca e innovazione, sport e comunicazione a Palazzo Pirelli – Ma occorre esserne convinti fino in fondo. Non bastano né i programmi né gli investimenti, che sono comunque fondamentali. Servono soprattutto uno sguardo sistemico e un impegno collettivo. E, in primo luogo, un cambio di passo nell’atteggiamento della politica. Questo piano triennale offre un’ottima occasione per avviarlo in modo concreto”.
“È purtroppo dimostrato da decenni – prosegue Sergio Gaddi – che la politica esprime un disinteresse quasi atavico per la cultura, tanto che viene considerata spesso, nel migliore dei casi, un fastidioso orpello. Eppure, è proprio grazie a sempre maggiori e migliori sostegni alla cultura che potremmo affrontare problemi che vedono fallire altri approcci sul piano dell’efficacia concreta. Penso a temi come l’immigrazione, che è legata all’integrazione sociale e alla sicurezza: quartieri in cui mancano sistematiche iniziative culturali sono facili prede dell’abbandono e del degrado. A ben vedere, più cultura significa anche più benessere per la persona nel suo complesso. E questo porterebbe a una riduzione delle ingenti spese per la sanità che gravano sempre più sui bilanci pubblici. E renderebbe più vivibili anche le nostre città: senza cultura l’urbanistica rischia, come purtroppo si nota ovunque in Italia, di gravare sulle comunità come un autentico incubo”.
“Sappiamo con sempre maggiore consapevolezza – conclude Sergio Gaddi – che nella cultura risiede il nostro primo motore economico, e la sostanza principale della reputazione del nostro Paese in tutto il mondo. Questi fattori, nel complesso, dovrebbero pertanto imporre alla politica sforzi ancor più rilevanti di quelli già messi in atto dal pur encomiabile piano votato in Consiglio Regionale. Fermo restando che si percepirà sempre, purtroppo, una grave sproporzione tra le risorse assegnate e la potenzialità dei beni culturali che vanno a sostenere. Ritengo per questi motivi che la cultura, specie in Lombardia che è leader a livello nazionale per fatturati e sforzo economico, sia un campo di intervento davvero bipartisan per la politica, e che chiami quindi a far fronte comune chiunque abbia a cuore la bellezza e la conoscenza, a beneficio di tutte le comunità. Ne va della nostra stessa sopravvivenza. E, lo ripeto, non è solo questione di stanziamenti, perché non si contano in ogni parte d’Italia casi di fondi sperperati senza criterio. La quantità di risorse spesso non è sinonimo di qualità nei risultati. È quindi l’ora di prendere tutti insieme un impegno solenne per alzare il livello dell’impegno politico a favore della cultura. Sforzi sempre maggiori messi in campo in Lombardia potrebbero peraltro generare una sorta di effetto volano virtuoso e coinvolgere anche altri territori”.

