L’Italia è il Paese più anziano d’Europa. All’inizio del 2025 le persone con almeno 65 anni rappresentano il 24,7% della popolazione italiana, la quota più alta dell’Unione europea, mentre l’età mediana ha raggiunto i 49,1 anni, anch’essa la più elevata del continente: oggi nel nostro Paese ci sono meno di tre persone in età lavorativa per ogni over 65. La Lombardia è tra le regioni più interessate da questa transizione. Ma dietro le statistiche ci sono storie concrete: anziani da accompagnare, famiglie da sostenere, comunità da non lasciare sole.
Per questo accolgo con favore la risoluzione, approvata in Commissione Sanità, che chiede di istituire la figura del Geriatra di Comunità nel sistema sociosanitario lombardo. Non si tratta di aggiungere rigidità organizzative, ma di valorizzare competenze già presenti nel nostro Servizio sanitario, costruendo percorsi più vicini ai bisogni reali delle persone anziane.
Oggi troppi accessi al pronto soccorso e troppi ricoveri riguardano anziani fragili con bisogni che il modello ospedaliero tradizionale, da solo, non basta a soddisfare. Serve una presa in carico multidimensionale e continuativa, sul territorio, dentro le Case della Comunità.
Il Geriatra di Comunità lavora in rete con i medici di assistenza primaria e gli infermieri di famiglia e comunità: intercetta precocemente i segnali di declino funzionale e cognitivo e attiva interventi preventivi personalizzati. Le sperimentazioni lombarde delle Unità di Fragilità (Frailty Unit) e delle osservazioni geriatriche in pronto soccorso dimostrano che coinvolgere lo specialista al momento giusto evita ricoveri inappropriati e favorisce il rientro a casa.
La risoluzione impegna la Giunta ad avviare percorsi sperimentali, a promuovere uno screening gratuito della fragilità, a costruire un network lombardo delle Unità di Fragilità e a investire sulla formazione di nuovi specialisti.
Garantire a ogni anziano cure appropriate, continuità e dignità, il più possibile nel proprio ambiente di vita, è il dovere di una sanità pubblica che voglia restare davvero universale.
di Marisa Cesana – Consigliere lombardo di Forza Italia

