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Morte cardiaca improvvisa, due milioni per gli screening genetici. Carzeri: “Un risultato nato dal nostro ordine del giorno”

Dall’iniziativa promossa in Consiglio regionale alle risorse stanziate con l’Assestamento di bilancio. La consigliera di FI: “Prevenzione fondamentale per individuare precocemente QT lungo, Brugada e altre patologie ereditarie. Grazie alla DG Welfare e al direttore generale Mario Melazzini”

Morte cardiaca improvvisa, due milioni per gli screening genetici. Carzeri: “Un risultato nato dal nostro ordine del giorno”

Due milioni di euro per rafforzare gli screening genetici e individuare precocemente condizioni ereditarie che possono esporre al rischio di morte cardiaca improvvisa giovanile. È il risultato raggiunto da Regione Lombardia con l’ultimo assestamento di bilancio approvato lo scorso luglio dal Consiglio regionale, dando seguito al percorso avviato dalla consigliera regionale Claudia Carzeri sul tema della prevenzione delle patologie aritmiche ereditarie.

Screening genetici contro le patologie aritmiche ereditarie

L’intervento rappresenta infatti la traduzione in risorse dell’indirizzo indicato dall’ordine del giorno promosso da Carzeri, che aveva impegnato la Giunta regionale a sostenere iniziative specifiche per la prevenzione delle canalopatie ereditarie, tra cui la sindrome del QT lungo, la sindrome di Brugada e altre condizioni aritmogene, garantendo percorsi diagnostici accessibili e omogenei sul territorio lombardo.

Con l’Assestamento sono stati quindi destinati due milioni di euro agli screening genetici, con particolare attenzione alle situazioni nelle quali emerge una familiarità per morte cardiaca improvvisa giovanile o per patologie di origine genetica. Un intervento che punta a riconoscere il rischio prima della comparsa di eventi gravi e a indirizzare tempestivamente i pazienti verso gli opportuni approfondimenti e percorsi specialistici.

Carzeri: “Riconoscere in tempo il rischio può salvare una vita”

“È un risultato al quale tenevo particolarmente e che arriva al termine di un lavoro iniziato molto prima dell’Assestamento – dichiara Claudia Carzeri –. Con il nostro ordine del giorno abbiamo voluto accendere l’attenzione su patologie che possono restare silenti e colpire ragazzi apparentemente sani. Oggi quell’indirizzo si è trasformato in atti e risorse: due milioni di euro per gli screening genetici significano offrire maggiori possibilità di individuare precocemente condizioni come il QT lungo, la sindrome di Brugada e le altre canalopatie ereditarie“.

“La genetica – prosegue Carzeri – può diventare uno strumento prezioso di prevenzione, soprattutto quando esistono casi di morte cardiaca improvvisa o patologie analoghe all’interno della famiglia. Individuare un soggetto a rischio consente infatti di approfondire anche la situazione dei familiari e di costruire percorsi di controllo e presa in carico”.

“Desidero ringraziare la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia la competenza e la disponibilità dimostrate. Il confronto tra Consiglio regionale, struttura tecnica e specialisti ha permesso di trasformare una proposta in una risposta concreta. Ora dobbiamo proseguire su questa strada, perché riconoscere per tempo un rischio genetico può fare la differenza e, in alcuni casi, può significare salvare una giovane vita“, conclude Carzeri.