Quando parliamo di musica pensiamo alle emozioni. Ma la musica è anche economia, lavoro e sviluppo. In Lombardia il solo comparto pop, rock e musica leggera dal vivo vale 286,8 milioni di euro. Il Rapporto SIAE 2025 pone la nostra regione al primo posto in Italia per spettacolo e intrattenimento, con oltre 1,08 miliardi di spesa del pubblico. Non è una nicchia, ma un vero sistema produttivo. Lo confermano i 6.179 pubblici esercizi lombardi che ospitano musica: 62.529 eventi l’anno, 171 al giorno. Una rete capillare, formata soprattutto da piccole e medie realtà.
Il valore di un evento, però, non si esaurisce nel biglietto. Chi arriva per un concerto o un festival spesso pernotta, mangia al ristorante, usa taxi e trasporti, visita musei, entra nei negozi e acquista prodotti locali. Dietro il palco lavorano tecnici, service, allestitori, addetti alla sicurezza, comunicatori e fornitori. Una quota importante della spesa resta così nella comunità e sostiene attività aperte tutto l’anno. L’effetto continua anche dopo l’ultima nota. Un appuntamento di qualità allunga la stagione turistica, porta visitatori nei periodi meno affollati e rende il territorio riconoscibile. Chi lo scopre grazie alla musica può tornare per l’arte, l’enogastronomia o il paesaggio. L’evento diventa così una promozione duratura, non il consumo di una sola sera.
Per questo Regione Lombardia non deve limitarsi a distribuire contributi, ma costruire una strategia che unisca cultura, turismo e sviluppo economico. La futura Music Commission può essere lo strumento giusto, se sarà una regia concreta: mappare imprese e professionalità, semplificare le autorizzazioni, sostenere la formazione, attrarre produzioni e investimenti, favorire le sponsorizzazioni e promuovere gli operatori lombardi all’estero.
Dovrà anche misurare i risultati: visitatori attratti, durata media del soggiorno, occupazione alberghiera, spesa sul territorio, fornitori e giornate di lavoro coinvolti. Le risorse pubbliche devono premiare qualità e continuità, ma anche la capacità di mobilitare risorse private e generare ricadute economiche stabili per le comunità.
È con questa convinzione che, nell’ultimo assestamento di bilancio, ho sostenuto “Tempo d’Orchestra” e continuo a lavorare per valorizzare Trame Sonore: due esempi, fra i tanti nelle province lombarde, di come la cultura possa diventare attrattività, lavoro e ricchezza diffusa.
Milano resta il cuore dell’industria musicale italiana, ma la forza della Lombardia è nella rete di città, borghi, teatri e festival. La sfida è unire i grandi palchi alle eccellenze locali e fare di ogni evento un’occasione di crescita. La Lombardia sa produrre, innovare e competere, ma sa anche emozionare. Fare della musica una politica economica significa trasformare questa energia in imprese più forti, turismo e nuove opportunità per tutte le nostre comunità.
di Barbara Mazzali – Consigliere lombardo di Forza Italia

