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Fi si dissolve sul Referendum. Il voto certifica l’assenza di leader

Attilio Fontana è dato come assai più influente, anche sugli azzurri

Fi si dissolve sul Referendum. Il voto certifica l’assenza di leader
Salvini Berlusconi

di Fabio Massa

C’è qualcosa di profondo nel voto odierno sul referendum. Ma prima, facciamo un riassunto delle ultime puntate. Matteo Salvini nella sua ultima visita in Regione Lombardia ha raccomandato vivissimamente (è un eufemismo) di far passare a larga maggioranza la richiesta di referendum che dovrebbe abolire la quota proporzionale nella legge elettorale. Silvio Berlusconi ha chiesti ai suoi, nei cinque consigli regionali dove si sta votando per il referendum, di astenersi. Perché? Evidentemente per marcare una differenza dalla Lega. In Regione Lombardia, e questo è l’ultima parte del riassunto, ieri è stata tutta una ridda di telefonate per raccomandare l’astensione, da parte dei vertici azzurri. Tuttavia oggi Forza Italia ha votato con la Lega. E in extremis Silvio Berlusconi – secondo l’ADNKronos – avrebbe lasciato libertà di voto, quando già le agenzie annunciavano l’ok della Sardegna, del Veneto e poi a ruota degli altri.

Dunque, si torna all’inizio: c’è qualcosa di profondo nel voto odierno sul referendum. Molto profondo. Se infatti il leader del partito chiede di astenersi e i suoi votano a favore, c’è un problema di leadership. Che è basata sempre su due fattori: l’ammirazione e la paura. L’ammirazione non è in discussione: tutti gli azzurri lombardi ammirano Silvio Berlusconi. Ma la paura, dalla quale si determina la disciplina di partito, e che si concretizza nell’ipotesi di non essere ricandidati, quella non c’è più. Viceversa, Attilio Fontana è dato come assai più influente, anche sugli azzurri. Anche Fontana ha fatto un’operazione assai dura tramite i suoi di convincimento, che evidentemente ha dato buoni frutti. Ma questi buoni frutti sono causa della debolezza dell’albero di Forza Italia, incapace di opporsi e distinguersi. Tuttavia sarebbe sbagliato attribuire a questo senso profondo del voto di oggi un successo dei totiani contro gli antitotiani. L’opzione Toti è appannata, è in standby, per alcuni è morta, per altri è viva ma non in Lombardia. Il voto di oggi sta a significare che in Forza Italia non c’è una leadership, nè più di una. E non è poco: quando comparirà un condottiero all’orizzonte sarà pronto a prendersi tutto. Il resto, compreso l’ordine del giorno presentato in extremis, sono dettagli.

fabio.massa@affaritaliani.it