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Milano
Finisce l'epopea del Leonka: il Comune lo compra

Brioschi Sviluppo Immobiliare Spa comunica con una nota che "in data odierna la controllata L'Orologio s.r.l., proprietaria dell'immobile occupato senza titolo di via Watteau 7 a Milano, ha sottoscritto un atto unilaterale d'obbligo che contempla l'impegno a permutare con il Comune di Milano, l'immobile di proprietà, con gli immobili comunali di via Zama 23 e via Trivulzio 18 a Milano. L'equilibrio economico della permuta - si legge - è stato valutato anche sulla base di un'apposita perizia estimativa rilasciata dalla competente Agenzia del Territorio. Il perfezionamento dell'operazione è subordinato alle favorevoli delibere della Giunta comunale e del Consiglio comunale di Milano". Proprio stamani era stata notificata al centro sociale la proroga dello sfratto al 30 settembre prossimo.

Si avvia così a una conclusione la lunga vicenda del luogo simbolo dei centri sociali milanesi e non solo. Occupato 20 anni fa, l'8 settembre 1994, lo stabile di Watteau, una ex cartiera nel quartiere Greco, di proprietà della famiglia Cabassi, divenne la nuova sede del centro sociale dopo lo sgombero dalla storica sede di via Leoncavallo, avvenuta senza scontri nel 1994 - dopo le tensioni e i disordini per un primo tentato sgombero nell'agosto 1989 -, e la breve esperienza in via Salomone 71, in un capannone industriale. Negli ultimi anni, con lo slogan 'Qui sono e qui resto', il centro sociale ha intrapreso un percorso per la regolarizzazione degli spazi, predisponendo anche un 'masterplan', con tanto di rendering, e la proposta di nuove funzioni sociali all'interno del centro oltre a quelle gia' attive.

DE CORATO/ "Leoncavallo regolarizzato? Bene, non mi coglie impreparato. Ho un intero Dossier, che nei prossimi giorni farò vedere alla stampa, di 80 pagine fronteretro sulle innumerevoli violenze del centro sociale. Poi partirò con tutte le denunce del caso. Una alla corte dei conti, perchá controlli che nel giro di immobili non ci siano state perdite per il Comune. Una alla magistratura, allegando il mio dossier. Il Comune sta favorendo dei violenti, che ripetutamente hanno infranto e infrangono la legge. Un'altra denuncia riguarderà la mancata messa a bando. Nel regolamento comunale del 2012 (quindi l'ha fatto la nuova Amministrazione) c'è scritto che "Le assegnazioni avverranno con procedura ad evidenza pubblica". Eppure io di procedure non ne ho viste. Il Comune dà immobili a un centro sociale saltando bellamente onlus, spazi per anziani e onesti centri culturali. Poi chiederò di essere informato sulla destinazione d'uso dello stabile, perchá chiaramente il Comune dovrà vigilare che le regole vengano seguite una volta che lo spazio è suo. Il Leoncavallo non sarà più abusivo quindi è il Comune a dover far rispettare le regole: servizio bar solo se la destinazione d'uso è corrispondente e a fronte di una licenza e dell'emissione di uno scontrino fiscale, controllo dei decibel, divieto di vendita di alcolici a minorenni, chiusura e apertura entro certi orari, agibilità certificata...Se Pisapia e i suoi pensano di poter mettere in regola un gruppo di violenti e dargli pure concessioni, a carico dei contribuenti milanesi, che gli altri cittadini e commercianti non hanno, si sbagliano di grosso. E quando il provvedimento arriverà in Consiglio il sindaco si aspetti non un filibustering ma un vero e proprio Vietnam tra ordini del giorno ed emendamenti". Lo dichiara Riccardo De Corato, vice-presidente del Consiglio comunale e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione.

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