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Milano

di Fabio Massa

Roberto Formigoni, senatore di Ncd, ex presidente della Regione Lombardia, non ha dubbi: “L’avvicinamento con Forza Italia era in atto da tempo. La Lega? Dipende se vincerà Maroni o Salvini. Se prevale il segretario l’alleanza è impossibile. Io e Lupi? Siamo amici e spero sciolga la riserva sulla candidatura. Ma sulle Europee ha sbagliato e gliel’ho dimostrato”. Infine, sulla riforma della Sanità: “Il leghista Rizzi usa l’accetta. A Maroni dico di stare attento: queste cose a livello elettorale si pagano salate”. L’INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Senatore Formigoni, su Milano c’è l’alleanza Fi-Ncd, ormai. E’ stabile?
Questa è una fase di grandi riposizionamenti. E’ una fase di transizione. Il quadro non si è ancora fermato e mi sembra difficile dare giudizi.

E’ prudente…
Più che altro vorrei dire che è oositivo questo riposizionamento di Forza Italia che sembra finalmente aver capito che andare al traino della Lega la porterebbe su posizioni non consone al suo elettorato. Fi deve stare nel PPE. E quindi è inevitabile l’avvicinamento con il nuovo centrodestra..

Complice il Colle.
Il fatto è evidenziato dalla vicenda del Quirinale, ma era in atto già prima. 

Intanto su Milano pare ci sia tensione tra Maroni e Salvini. Chi farà il candidato sindaco? Sarà un moderato? Andrete divisi?
Ci sono due linee chiarissime nella Lega Nord. C’è quella di Maroni che cerca di portare avanti la buona esperienza di Regione dove tutti collaborano. Questo è possibile perché noi nel 2013 fummo ferrei nello scrivere il programma, impostato non solo all’esperienza precedente, quella della mia amministrazione, ma a valori di modernizzazione, di liberalizzazione che ci sono propri. Dall’altra parte c’è la linea di Salvini, incompatibile con il popolarismo italiano ed europeo. Se prevale Salvini l’alleanza impossibile, questo è chiaro.

Visto l’accordo Fi-Ncd, Lupi pare sia in pole per essere candidato.
Come ho già detto tante volte, lo vedo bene, se decidesse di correre. Io lo incoraggerei. Se decidesse di sciogliere la riserva, inizieremmo un percorso di confronto.

Si dice che tra lei e Lupi non corra buon sangue.
Non è vero. La verità è che abbiamo un rapporto molto franco. E quindi gli ho detto che non  lo vedevo candidato alle elezioni europee. Gliel’ho detto in pubblico e in privato. Mi sembra di aver avuto ragione. Io ho appoggiato Salini, che infatti è stato eletto. A Lupi mi lega non soltanto un’amicizia ma anche una considerazione positiva della sua figura politica. 

Se Pisapia corre è un vantaggio? Oppure è un vantaggio per voi se non corre?
Ci sono aspetti positivi in entrambe le posizioni. L’irritazione della gente nei confronti di Pisapia è cresciuta a dismisura. Questo ci darebbe un vantaggio, se corresse, perché Pisapia è quello che ha governato e che sta governando male Milano. L’aspetto positivo dell’altra ipotesi è che se non si candidasse sarebbe difficile che la sinistra arrivi unit alle elezioni. Avremmo più candidati a sinistra e sarebbe quindi più facile batterla. 

Chiudiamo sulla riforma della Sanità. Lei è il padre della legge precedente. Le piace quello che sta facendo il leghista Rizzi?
Vorrei chiarire che la riforma l’ha fatta tutto il centrodestra. La Legge Formigoni ha avuto questo successo perché avevamo trovato, lavorando come matti, una formula straordinariamente positiva. I cittadini si sono sempre identificati in questa riforma. Infatti hanno espresso apprezzamento riempiendoci di voti. Lo stesso Maroni ha vinto perché i cittadini hanno visto i frutti del mio buongoverno in Regione. 

Quindi bisogna lasciare tutto così?
No, ci sono delle correzioni, una manutenzione da fare sulla Sanità. Il problema è che la nuova riforma di Rizzi è tirata giù con l’accetta, è molto poco articolata. Io dico all’amico Maroni: attenzione che andare a toccare qualcosa che funziona poi la gente s’arrabbia. Memento Obama, direi a Maroni. Pensava di fare una riforma della sanità, e invece ha preso un bagno terribile, con le elezioni di mid-term. L’America insegna.

@FabioAMassa

Tags:
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