Il “foreign fighter” dell’Isis noto con il nome di Francesco e ucciso ad inizio febbraio a Kobane, nel Kurdistan siriano, sarebbe entrato in contatto a Milano con gli ambienti dell’estremismo islamico. Indicato inizialmente come un italiano di Venezia, si tratta in realtà di un tunisino 36enne che ha vissuto dal 2003 al 2008 a Cervia, nel Ravennate, dove avrebbe occasionalmente lavorato come aiuto-bagnino ed in una fabbrica di cinture.. Quindi, l’avvicinamento proprio a Milano con le frange più estreme dell’Islam, culminato nella sua decisione di arruolarsi per l’esercito dell’Isis. L’uomo, seppur incensurato, era noto alle forze dell’ordine per il suo fondamentalismo.
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