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Milano
Funerali di D'Ambrosio, si riunisce il pool di Mani Pulite. Le foto

Sono un centinaio le persone venute a rendere omaggio al feretro di Gerardo D'Ambrosio, esposto questa mattina nell'atrio del palazzo di giustizia prima dei funerali. Oltre ai numerosi magistrati del tribunale, sono presenti, tra gli altri, Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro, collega di D'Ambrosio nel pool di 'Mani Pulite'.

Numerose le persone che sono andate ad abbracciare e a stringere la mano alla figlia e ai familiari di D'Ambrosio. Presenti anche Rosi Bindi, Barbara Pollastrini, i vertici della polizia e della guardia di finanza. Qualcuno del pubblico si è avvicinato alla bara ricoperta di rose bianche per posare un bigliettino. Mentre i magistrati si alternavano alle sue spalle, indossando la toga e rimanendo in piedi, in silenzio per lunghi minuti, in segno di omaggio al collega scomparso. Tra loro Ilda Boccassini con gli occhiali neri, accanto a Francesco Saverio Borrelli, Gherardo Colombo e Francesco Greco, ai quali il sindaco Giuliano Pisapia è andato a stringere la mano con la moglie. Quindi è stata la volta del procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati, del presidente della corte d'appello Giovanni Canzio, del procuratore generale Laura Bertolá Viale, del presidente dell'ordine degli avvocati Paolo Giuggioli e del presidente del tribunale Livia Pomodoro, che ha letto un ricordo in onore di D'Ambrosio. Alla 11.15 è arrivato il presidente del Senato Pietro Grasso, che prima si è fermato in raccoglimento per qualche minuto davanti alla bara a mani giunte, circondato dagli uomini della sicurezza, e poi è andato ad abbracciare i cinque magistrati.

PISAPIA - Il sindaco Giuliano Pisapia è arrivato al palazzo di giustizia con la moglie Cinzia Sasso a rendere omaggio al feretro di Gerardo D'Ambrosio. Il sindaco ha stretto la mano a Gherardo Colombo, Francesco Saverio Borrelli, Ilda Boccassini e Francesco Greco che, indossando la toga, in quel momento erano in piedi in silenzio dietro alla bara coperta di rose bianche, dopo aver preso il posto di altri colleghi che, in questo modo, turnandosi, hanno omaggiato il magistrato scomparso. Il sindaco si è poi messo a destra della bara e la moglie a sinistra. Dopo un momento di raccoglimento, ha raggiunto i famigliari di D'Ambrosio per un abbraccio.

DI PIETRO - "Quel pool ha dimostrato che se si lavora in squadra, senza doppi fini, l'unione fa la forza". Lo ha dichiarato l'ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro fuori dal palazzo di giustizia dove ha reso omaggio al feretro di Gerardo D'Ambrosio. "Questo pool è nato da una sommatoria di sconfitte - ha proseguito Di Pietro -. Forse pochi ricordano che ognuno dei membri del pool veniva già da indagini sulla pubblica amministrazione, ma non poteva andare avanti perchá non aveva una visione di insieme. Già dall'85 si sarebbero potute tirar fuori le tangenti, ma tutti noi magistrati abbiamo visto che singolarmente preso, non potevamo farcela. Coså con umiltà ci siamo messi insieme. D'ambrosio guardava, incitava, apprezzava". Sulle difficoltà in politica incontrate da D'Ambrosio, il senatore ha dichiarato: "D'Ambrosio era entrato in Montecitorio con un'idea ben precisa. Perchá lui come me pensava e pensavamo che il magistrato arrivando il giorno dopo può solo certificare un fatto che è avvenuto e invece facendo politica pensava che leggi potessero prevenire i reati".

BORRELLI - "È stato un periodo in cui c'è stata molta unione e coesione in procura e questo era dovuto in particolare a Gerardo D'Ambrosio". Lo ha dichiarato Francesco Saverio Borrelli a margine della cerimonia in omaggio del magistrato scomparso, ricordando i tempi di Mani Pulite. "Abbiamo avuto fuoco amico oltre che fuoco nemico", ha detto Borrelli.

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