Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

“La nomina di Martina a sottosegretario è una sconfitta per il Pd lombardo e milanese”. Gabriele Messina, esponente dei renziani di Milano e componente della direzione regionale, con una intervista ad Affaritaliani.it boccia l’ultima tornata di nomine del governo Letta: “Martina non ha rispettato la sua promessa agli elettori di rimanere in Lombardia. Se è lì a rappresentare una corrente vuol dire che non abbiamo capito nulla dopo le Politiche”. E sulla delega all’Expo: “Sarebbe stato più adatto Davide Corritore”. Poi lamenta un’altra assenza: “Un milanese che sarebbe stato importante avere al governo è Emanuele Fiano”.
Tra le nomine dei sottosegretari e dei viceministri spicca per la Lombardia quella di Maurizio Martina alle Politiche Agricole. Come valuta questa scelta?
“E’ una sconfitta del Pd lombardo. Perché davanti ad una presenza consistente di sottosegretari e ministri del Centrodestra e di Scelta Civica milanesi e lombardi, c’è una presenza quasi inesistente milanese del Centrosinistra e scarsissima lombarda. Solo Martina e, se vogliamo considerarlo lombardo, Carlo Dell’Aringa. E’ incomprensibile anche perché Martina ha fatto il grande sacrificio di rimanere in Lombardia e non andare a Roma. In realtà pare di capire che in Lombardia ci volesse stare solo in caso di vittoria”.
Secondo lei è stato un ripiego rispetto alle elezioni?
“Non ha rispettato la sua promessa fatta davanti agi elettori: cioè rimanere in Lombardia. E’ una umiliazione continua quella del Pd lombardo e milanese. Da come sono state composte le liste per le politiche, dove in Lombardia 1 non sono state rispettate le quote dei nazionali, alla scarsa presenza in questo governo”.
Con la delega all’Expo però Martina porta a Milano una carica importante.
“Sì, ma sarebbe stato più adatto Davide Corritore e anche più rappresentativo”.
Perché?
“Perché sarebbe stato giusto mettere un milanese e non un bergamasco e perché Corritore, fin da quando era all’opposizione, ha lavorato per portare l’Expo a Milano. Un altro milanese che sarebbe stato importante avere al governo è Emanuele Fiano. Un errore gigantesco, perché ha sempre lavorato bene sul tema della sicurezza a livello nazionale e quindi non si capisce perché non abbia avuto un ruolo”.
Quanto su queste due esclusioni ha influito l’appartenenza correntizia?
“Purtroppo ha pesato troppo. Se Martina è li a rappresentanza di una corrente è ancora peggio. Vuol dire che non abbiamo capito nulla dopo il 24 e 25 febbraio. Dobbiamo abbandonare le vecchie logiche interne al Pd e parlare direttamente agli elettori”.
Che cosa pensa dell’alleanza Pd-Pdl a Roma?
“Spero nell’eccezionalità di questa cosa. Deve essere un governo di scopo che faccia tre o quattro cose e poi si deve tornare al voto”.
