“Se la Lombardia è speciale, il metodo corretto è quello della consultazione referendaria del suo grande popolo, in quanto il consenso è il motore di ogni processo decisionale e di ogni cambiamento. Dobbiamo chiedere alla gente se è d’accordo di proseguire nella strada dell’autonomia: lo diceva Gianfranco Miglio che con il consenso della gente si può fare di tutto. Ecco perché questo referendum, che tutti coloro i quali hanno a cuore le sorti della Lombardia dovrebbero votare, diventa essenziale per darci la forza di aprire le trattative con lo Stato di Roma sulla base di una posizione privilegiata e con rinnovata determinazione politica. Se la Lombardia è in sé speciale, deve essere dotata di tutti gli strumenti legislativi e amministrativi per potenziare questa sua oggettiva specialità”. Così Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente”, in merito all’approvazione da parte del Consiglio regionale lombardo della proposta di referendum per l’attribuzione a Regione Lombardia di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.
“La Lombardia – prosegue Galli, che è relatore del provvedimento – è speciale, nel senso che è oggettivamente diversa dalle altre regioni del Paese per effetto della sua incontrastata leadership a livello europeo dal punto di vista economico e produttivo. E’ una regione virtuosa grazie alle proprie tradizioni civiche, al proprio capitale sociale e all’entità del suo Pil, alla sua spesa pubblica, al suo residuo fiscale pari a circa 50 miliardi di euro. E i suoi cittadini sono i più tartassati del Paese, con oltre 11 mila euro a testa versati all’erario. Per queste ragioni ha tutte le carte in regola per reclamare, attraverso gli strumenti istituzionali disponibili, la propria autonomia politica, amministrativa e fiscale”.

