La Procura di Pavia mette la parola fine alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Nel pomeriggio di oggi è stato notificato ad Andrea Sempio l’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli. A confermare la notifica è stato l’avvocato Liborio Cataliotti, che assiste Sempio insieme alla collega Angela Taccia: “Abbiamo ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini”, ha dichiarato all’AGI.
L’accusa nei confronti di Sempio: omicidio volontario aggravato
Secondo quanto emerge dagli atti della Procura di Pavia, Andrea Sempio è accusato di omicidio volontario aggravato dai “motivi abietti e futili” e dalla “crudeltà”. La chiusura delle indagini rappresenta il passaggio che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Nelle prossime ore il documento verrà notificato via Pec a tutte le parti coinvolte nel procedimento. L’indagine, coordinata dal procuratore capo Fabio Napoleone, era stata riaperta sulla base di nuovi elementi investigativi raccolti dopo gli accertamenti già svolti tra il 2016 e il 2017.
La nota della Procura: “Depositati tutti gli atti”
È stato lo stesso procuratore Fabio Napoleone a ufficializzare la chiusura dell’inchiesta con una nota diffusa nel tardo pomeriggio. “Si è provveduto, in data odierna, a notificare l’avviso di conclusione delle indagini ex art. 415 bis nei confronti di Andrea Sempio con conseguente deposito di tutti gli atti del procedimento penale n.642/2025 (già n.8283/2016) relativo all’omicidio di Chiara Poggi”, si legge nel comunicato della Procura. Napoleone parla apertamente dell’“epilogo” dell’inchiesta che ha portato gli investigatori a individuare Andrea Sempio come responsabile dell’omicidio della giovane.
Gli atti trasmessi a Milano per il caso Stasi
Nella stessa nota, la Procura di Pavia annuncia anche un passaggio destinato ad avere effetti sul fronte giudiziario di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto di Garlasco. “Si provvederà, come già reso noto, ad inoltrare al Procuratore Generale di Milano l’atto contestato all’indagato nel corso del suo interrogatorio del 6 maggio 2026 illustrativo e riassuntivo dei nuovi elementi probatori raccolti a seguito della riapertura delle indagini”, scrive Napoleone. Un riferimento che lascia intendere come la Procura pavese ritenga i nuovi elementi compatibili con una possibile iniziativa della Procura Generale di Milano sul fronte della revisione della condanna di Alberto Stasi.
Il legale di Sempio: “L’imputazione è la più pesante del nostro sistema penale”
“L’avviso è conferma a quella che era l’imputazione nell’invito a comparire per ieri. Quanto alla portata della accusa, non c’è nessuna novità”. Così Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia difende Andrea Sempio. “In tempo reale stiamo chiedendo l’accesso al fascicolo, acquisibile anche per via telematica, e quando parlo di fascicolo intendo le prove che hanno supportato questa pesante imputazione, la più pesante che possa esserci nel nostro sistema penale – aggiunge intervistato da Gianluigi Nuzzi a Dentro la notizia, su Canale 5 -. Ne sapremo di più quando avremo accesso al fascicolo”.
Anche le conversazioni relative alla presunta corruzione di Venditti tra le fonti di prova
Fra le fonti di prova che la Procura di Pavia indica a carico di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi ci sono anche diverse decine di “conversazioni” intercettate dalla Procura di Brescia nel fascicolo che vede indagato l’ex procuratore aggiunto, Mario Venditti, con l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari perché avrebbe “ricevuto una somma indebita di denaro” per circa “20/30mila euro” per “favorire Sempio” chiedendone l’archiviazione il 16 marzo 2017 nel primo procedimento, nato a dicembre 2016, sul commesso di Vigevano. E’ quanto emerge delle fonti di prova che i pm Civardi-De Stefano-Rizza allegano all’avviso di chiusura indagini a carico del 38enne.
Cosa è stato sequestrato ad Andrea Sempio
Tra gli elementi sequestrati ad Andrea Sempio nel corso delle indagini figurano decine di agende, quaderni, block notes, telefoni cellulari, pendrive, macchine fotografiche, Cd-Rom e Dvd. Nell’elenco allegato all’avviso di chiusura delle indagini compare anche la pagina di un quotidiano del 18 agosto 2007 con la fotografia di Sempio insieme agli amici della comitiva di Garlasco. Gli investigatori hanno acquisito inoltre manoscritti, testi musicali, file audio e video, compresi materiali legati alla puntata de “Le Iene” del 16 marzo 2025 dedicata al caso.
Tra i documenti ritenuti di interesse investigativo spunta anche una fotocopia di una nota del Nucleo investigativo di Milano datata 7 luglio 2020, trovata tra il materiale sequestrato ai genitori di Sempio, Giuseppe Sempio e Daniela Ferrari. Sul documento compare un appunto manoscritto: “Già stato audito ma i carabinieri si sono dimenticati di chiedere a Sempio dove fosse la mattina dell’omicidio”. Un riferimento che, secondo gli investigatori, potrebbe richiamare le prime testimonianze rese subito dopo il delitto del 13 agosto 2007.
Nell’elenco dei beni sequestrati compare inoltre un foglio A4 manoscritto “su entrambe le facciate” che, secondo quanto riportato negli atti, inizierebbe con la frase “1) Come…” e terminerebbe con la parola “Dna?”. Gli inquirenti hanno acquisito anche una busta contenente una lettera indirizzata “X Andrea”, oltre a copie forensi dei dispositivi informatici di altri ragazzi che frequentavano Sempio e materiale appartenente a un amico morto suicida.
L’interrogatorio dei carabinieri a Marco Poggi: “Ostile e in costante difesa di Sempio”
Nel fascicolo trovano spazio anche le intercettazioni e i verbali relativi all’interrogatorio di Marco Poggi del 20 maggio 2025. Secondo quanto riferito dal Tg1, i carabinieri avrebbero definito il fratello di Chiara Poggi “ostile” e impegnato in una “costante difesa d’ufficio di Andrea Sempio”. Durante l’audizione Marco Poggi avrebbe detto agli investigatori: “Io capisco che fate il vostro lavoro, però in questa situazione mi state influenzando”. Gli inquirenti parlano inoltre di una “modificazione” del contenuto delle testimonianze rese nell’arco di 18 anni e confermate fino a pochi mesi prima.

