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Garlasco, la difesa di Sempio prepara la controffensiva: “Le frasi in auto? Commentava un podcast”

I legali del 38enne al lavoro per recuperare i contenuti audio ascoltati in auto il giorno dell’intercettazione. La strategia della difesa sulle intercettazioni ambientali

Garlasco, la difesa di Sempio prepara la controffensiva: “Le frasi in auto? Commentava un podcast”

La difesa di Andrea Sempio prova a smontare il peso delle intercettazioni ambientali finite al centro della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia sono al lavoro per recuperare il podcast che il 38enne stava ascoltando in auto il 14 aprile 2025, quando una microspia installata dai carabinieri registrò alcune sue frasi ritenute sospette dagli investigatori.

Secondo la Procura di Pavia, quelle parole – pronunciate in un apparente soliloquio – avrebbero fatto emergere il possibile movente dell’omicidio contestato a Sempio nella nuova indagine. Le frasi sono emerse pubblicamente ieri, subito dopo l’interrogatorio in cui il 38enne si è avvalso della facoltà di non rispondere.

“Erano riflessioni nate dall’ascolto della trasmissione”

La linea difensiva punta però a fornire una lettura completamente diversa di quelle captazioni. Da quanto trapela, gli avvocati stanno cercando di recuperare e analizzare il podcast dedicato proprio al caso Garlasco che Sempio avrebbe ascoltato mentre era in auto. Per i legali, quelle registrate dalla microspia sarebbero state soltanto “riflessioni estemporanee e confuse” legate ai contenuti della trasmissione, e non ammissioni spontanee.

Diversa la posizione della Procura pavese e dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Secondo gli inquirenti, Sempio nelle intercettazioni avrebbe invece ammesso di aver visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi e di aver cercato un approccio con la giovane nei giorni precedenti all’omicidio, ricevendo però un rifiuto netto.

Le intercettazioni e gli altri elementi dell’inchiesta

Sempio continua a proclamarsi innocente, sostenendo di non aver mai avuto rapporti particolari con Chiara Poggi e di non aver mai visto quei video. La difesa contesta inoltre la qualità stessa delle trascrizioni delle captazioni ambientali, che conterrebbero numerosi passaggi indicati come “non comprensibile”. Per gli investigatori, invece, quelle frasi rappresenterebbero un ulteriore elemento indiziario che si aggiunge agli altri aspetti della nuova inchiesta: le consulenze sulla scena del crimine, il Dna trovato sotto le unghie della vittima, la cosiddetta traccia palmare 33 e il presunto falso alibi legato allo scontrino.