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Garlasco, la Cassazione mette alle strette Stasi

Occorre una “rilettura e rivisitazione” di tutti gli indizi a carico di Alberto Stasi. E’ quanto scrivono i giudici della prima sezione penale della Cassazione, presieduti da Paolo Bardovagni, nelle motivazioni della sentenza con la quale, ad aprile, e’ stata annullata l’assoluzione di Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, in provincia di Pavia, mentre i familiari erano in vacanza. I supremi giudici hanno ordinato un nuovo processo d’appello, che dovra’ seguire un “corretto e compiuto percorso metodologico, criteri di valutazione della prova indiziaria, svolgendo una nuova verifica delle richieste istruttorie e assumendo eventuali prove ritenute rilevanti per la decisione”. Il capello trovato nel corso dell’autopsia nella mano sinistra di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco 13 agosto 2007, andava sottoposto ad accertamenti genetici approfonditi. Lo sottolineano i giudici della prima sezione penale della Cassazione nelle motivazioni della sentenza con la quale e’ stata annullata l’assoluzione di Alberto Stasi. Per i supremi giudici il fatto che non e’ stato ritenuto necessario procedere agli accertamenti genetici sul capello conferma “la non correttezza dell’approccio metodologico alla prova indiziaria”. I giudici hanno “illogicamente ritenuto di prescindere dal completamento di una verifica tecnica gia’ svolta” privando questo elemento “di ogni rilevanza potenzialmente dimostrativa nel contesto giustificativo della decisione”.