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Garlasco, la controffensiva dei legali di Sempio: “I soliloqui non sono confessioni”. Depositate le consulenze

Omicidio di Chiara Poggi, i legali del 38enne indagato contestano punto per punto gli elementi della Procura: dall’impronta 33 alla misura delle scarpe. La relazione personologica resta fuori dagli atti

Garlasco, la controffensiva dei legali di Sempio: “I soliloqui non sono confessioni”. Depositate le consulenze

La difesa di Andrea Sempio prova a smontare uno a uno gli elementi alla base della nuova indagine della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi. Nella giornata di oggi gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia depositeranno una serie di consulenze tecniche e memorie difensive con cui contestano alcuni dei punti centrali dell’inchiesta riaperta sul delitto di Garlasco. Nel mirino della difesa finiscono l’impronta 33 trovata sulle scale della villetta di via Pascoli, le analisi sulle tracce ematiche, le impronte di scarpe e soprattutto i cosiddetti “soliloqui” di Sempio, considerati dagli investigatori un possibile elemento accusatorio.

“I soliloqui di Andrea non hanno natura confessoria”

“I soliloqui di Andrea Sempio non hanno alcuna natura confessoria. Non contenevano alcuna novità rispetto ai commenti degli utenti dei podcast e delle trasmissioni”. È la posizione espressa dall’avvocato Cataliotti, che insieme alla collega Taccia sta preparando il deposito degli elaborati difensivi. Secondo la difesa, quelle frasi andrebbero contestualizzate e non potrebbero essere interpretate come una sorta di ammissione implicita, come invece emergerebbe dalla lettura investigativa della Procura. Tra i documenti depositati figura infatti anche una memoria con allegati destinata proprio a “contestualizzare i soliloqui di Andrea e a renderli spiegabili”.

“La scarpa è un elemento a discarico di Sempio”

Le consulenze difensive riguardano diversi aspetti dell’inchiesta. I legali parlano di una relazione sulla Blood Pattern Analysis, una sull’impronta 33, una medico-legale, una genetica supplementare e un approfondimento sulle impronte di scarpe. Proprio su quest’ultimo punto insiste il consulente della difesa Armando Palmegiani, secondo cui le scarpe di Sempio non sarebbero compatibili con le tracce individuate nella villetta di Garlasco. “Andrea Sempio calza il numero 44 e la larghezza della sua pianta differisce, e non di poco, da quella della suola impressa nel sangue”, sostiene Palmegiani, ex poliziotto esperto di scene del crimine. Secondo il consulente, “la scarpa è un elemento a discarico di Sempio”.

Contestata anche la ricostruzione dell’impronta 33

La difesa sottolinea inoltre che l’impronta 33 “non è identificabile”, quindi non attribuibile con certezza a nessuno. Nel nuovo fronte tecnico aperto dagli avvocati del 38enne viene contestata anche la ricostruzione tridimensionale elaborata dagli esperti della Procura. Secondo Palmegiani, posizione e altezza dell’impronta 33 ricostruite nella grafica 3D sarebbero “incongruenti”. Una valutazione che punta a indebolire uno degli elementi più discussi emersi nella nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia.

La relazione personologica resta fuori dagli atti

Tra le consulenze che non verranno depositate c’è invece quella personologica su Andrea Sempio. I difensori ritengono infatti inutilizzabile, almeno in questa fase, la consulenza affidata dai pm ai carabinieri del Racis per delineare la personalità dell’indagato. Secondo Cataliotti e Taccia, quella relazione “non ha valore probatorio” e per questo la difesa ha deciso di non produrre, almeno per ora, il proprio elaborato tecnico sul profilo psicologico del 38enne.

Verso la richiesta di rinvio a giudizio

Il deposito delle consulenze rappresenta l’ultimo passaggio della strategia difensiva prima della probabile richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura guidata dal procuratore Fabio Napoleone. La nuova indagine punta a riscrivere il delitto di Garlasco, per il quale Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di carcere.