Nuovi tasselli emergono dai verbali dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Paola Cappa, cugina di Chiara Poggi, ha testimoniato davanti ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, riportando dettagli sulla vita privata di Alberto Stasi nei giorni immediatamente successivi alla tragedia del 13 agosto 2007. Secondo quanto messo a verbale dalla 41enne, Stasi avrebbe intrapreso una nuova relazione quasi subito dopo l’addio alla fidanzata: “Ricordo che il giorno del funerale era insieme a una ragazza di Tromello. Ho saputo che dal giorno dopo era già fidanzato con una mia ex compagna di classe”. Paola Cappa ha specificato che questa sua convinzione, nata inizialmente come una “sensazione”, sarebbe stata poi confermata dalle cronache giornalistiche dell’epoca.
“Non mai sentito Chiara dire che fosse innamorata”
La cugina della vittima ha poi ripercorso il rapporto tra i due fidanzati, riferendo di una visita ricevuta da Chiara Poggi in ospedale poco prima dell’omicidio. In quell’occasione, la vittima le avrebbe confidato che, durante un viaggio a Londra per trovare Alberto, non vi erano stati rapporti intimi. “Una cosa che mi era suonata strana”, ha dichiarato la Cappa, aggiungendo di non essere mai stata a conoscenza di video o foto intime della coppia, ipotizzando un imbarazzo della cugina sul tema: “Credo che Chiara non ne andasse orgogliosa”. Sul sentimento che legava i due, la donna ha ricordato: “Non l’ho mai sentita dire che fosse innamorata; diceva che erano fidanzati e che stavano bene”. Lo riferisce LaPresse.
“Andrea Sempio? Mai sentito nominare”
In merito alla nuova inchiesta che coinvolge Andrea Sempio, Paola Cappa è stata categorica: “Mai sentito nominare“. La donna ha spiegato di aver ignorato anche i precedenti accertamenti del 2016-2017 a causa della volontà di isolarsi da una vicenda diventata un “tabù” all’interno della famiglia, specialmente dopo la forte esposizione mediatica che aveva coinvolto i Cappa in passato. La testimonianza, resa lo scorso 5 maggio, è stata ora depositata agli atti del procedimento che mira a far luce sul ruolo di Sempio nel delitto della studentessa ventiseienne.
Paola Cappa: “Chiara uccisa per delle avance respinte? Solo una ipotesi delle tante”
“Perché dissi che Chiara poteva essere stata uccisa per delle avance respinte? In realtà era una cosa molto casuale”, ha messo a verbale Paola Cappa. Nel corso dell’audizione spiega anche che il tema Garlasco da allora è stato “un tabù” in famiglia. “Nelle sue dichiarazioni del 15 agosto 2007, lei affermava davanti ai carabinieri di Vigevano che ipotizzava che l’omicidio di Chiara potesse essere scaturito da avances respinte, anche da qualche collega di lavoro attuale o passato. Da cosa nasceva questa sua ipotesi?” è la domanda dei carabinieri. La donna spiega: “.L’ho detta perché in realtà immaginavo potesse essere una ipotesi delle tante, non ricordo precisamente le circostanze in cui avevo rilasciato queste dichiarazioni. E’ stata una normale reazione per dare una spiegazione di istinto a quanto accaduto, sulla base delle mie esperienze personali”. E poi aggiunge di non avere “mai sentito mia cugina parlarmi di qualche amico particolare o di qualche frequentazione del fratello Marco. Io non conoscevo neanche Stasi, che ho conosciuto il giorno del funerale”.
Nel periodo in cui Lei era a casa, può essere che Chiara possa averle fatto qualche confidenza particolare?” insistono gli investigatori. “Guardi, se me le avesse fatte, le avrei ricordate. Così come ho ricordato le parole da Chiara riferitemi sul fatto che non avesse avuto rapporti intimi durante la sua vacanza a Londra con Alberto. Dunque credo proprio di no”. I carabinieri insistono: “Lei disse di aver appreso dai media che probabilmente sua cugina era stata colpita alla testa con un attrezzo da camino. Aggiungeva di invitare gli inquirenti a cercare l’assassino tra suoi ex colleghi di lavoro, per delle avances respinte da Chiara. Aggiungeva inoltre che, secondo Lei, l’assassino avrebbe studiato le abitudini di Chiara in quella settimana, per poi agire di impulso”.
“Erano assolutamente ipotesi, senza alcuna dietrologia, non avevo alcun supporto per fare tali dichiarazioni con l’intenzione di voler accusare qualcuno” tiene il punto la testimone, in linea con quanto detto prima. Paola Cappa afferma poi in un altro passaggio del verbale di avere “cercato di allontanarmi da quella vicenda che è diventato un argomento tabù nella mia famiglia dove cerchiamo sempre di non affrontarlo”. “Negli anni – aggiunge – ho cercato di mettere da parte i ricordi legati a quegli anni così come altre esperienza negative grazie a un percorso con uno psicoterapeuta”.

