Nuovi tasselli entrano nell’inchiesta della Procura di Pavia sul delitto di Garlasco e, in particolare, sulla ricostruzione degli accertamenti compiuti nel 2007 dopo l’omicidio di Chiara Poggi. Al centro dell’attenzione degli inquirenti ci sono sia il destino di alcuni reperti della prima indagine sia le comunicazioni tra il Ris di Parma e la Procura di Vigevano dell’epoca.
Tra le persone che potrebbero essere ascoltate nei prossimi giorni come testimoni informati sui fatti figura anche Rosa Muscio, allora pubblico ministero a Vigevano e titolare della prima inchiesta sull’omicidio. Oggi Muscio lavora al Tribunale per i Minorenni di Milano. L’indiscrezione, emersa da ambienti vicini al Palazzo di giustizia pavese, non ha al momento trovato conferme ufficiali.
Il carteggio sui reperti della prima indagine
Agli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio è finito anche uno scambio di comunicazioni tra la Procura di Pavia e il comandante del Ris Matteo Donghi sul destino dei reperti raccolti durante le indagini su Alberto Stasi. Nell’ottobre dello scorso anno il procuratore aggiunto Stefano Civardi aveva chiesto chiarimenti dopo una memoria presentata dalla difesa di Stasi, che reclamava dati, file e fotografie relativi agli accertamenti scientifici. L’attenzione dei legali si era concentrata in particolare su due prelievi di intonaco effettuati nella villetta di via Pascoli e sui nove frammenti delle unghie di Chiara Poggi.
Secondo quanto riferito da Donghi, dalle verifiche compiute sarebbe emerso che lo smaltimento degli eluiti, cioè delle sostanze ottenute al termine delle procedure di estrazione e destinate alle analisi, avvenne dopo la sentenza definitiva della Cassazione che il 12 dicembre 2015 confermò la condanna di Stasi. Dopo una sentenza definitiva, secondo la prassi indicata dal Ris, può essere autorizzata la distruzione dei reperti.
Le verifiche sugli accertamenti del 2007
Il tema si inserisce nel più ampio lavoro della Procura di Pavia volto a ricostruire eventuali errori, omissioni o criticità nelle indagini originarie. Per questo gli investigatori intendono ascoltare alcuni dei protagonisti dell’inchiesta del 2007. Uno dei punti principali riguarda le analisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. Nei giorni scorsi la Procura aveva reso noto che, dopo un primo esame che aveva evidenziato la presenza di Dna riconducibile a Chiara Poggi, furono eseguite al Ris di Parma ulteriori analisi con esito negativo.
Secondo la ricostruzione degli attuali inquirenti, quei risultati negativi non sarebbero stati comunicati alla Procura che allora conduceva le indagini. Proprio su questo passaggio potrebbe essere chiamata a riferire Rosa Muscio, per chiarire quali informazioni fossero effettivamente arrivate ai magistrati di Vigevano e quale fosse, all’epoca, il quadro complessivo degli accertamenti scientifici.
L’inchiesta su Sempio e il riesame delle vecchie indagini
Le nuove verifiche procedono parallelamente all’inchiesta che vede Andrea Sempio accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. La Procura di Pavia ha notificato nei giorni scorsi la seconda chiusura delle indagini nei suoi confronti. Ma una parte rilevante dell’attività investigativa continua a riguardare anche il modo in cui vennero raccolti, analizzati e trasmessi i risultati scientifici nella prima fase del caso Garlasco. Ed è proprio attraverso le nuove audizioni degli investigatori e dei magistrati dell’epoca che la Procura punta ora a ricostruire nel dettaglio cosa accadde nei laboratori e negli uffici giudiziari nel 2007.


