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Garlasco, sotto i riflettori torna anche il profilo di “Ignoto 2”: nuove verifiche sul Dna delle unghie di Chiara Poggi

La Procura di Pavia ha chiesto al Ris di Parma ulteriori accertamenti per escludere possibili contaminazioni in laboratorio. Nessuna corrispondenza con il Dna del capitano Marino, ma il confronto è stato limitato a un solo profilo genetico

Garlasco, sotto i riflettori torna anche il profilo di “Ignoto 2”: nuove verifiche sul Dna delle unghie di Chiara Poggi
Alberto Stasi, Chiara Poggi e Andrea Sempio

La Procura di Pavia ha disposto nuovi accertamenti sui profili genetici maschili individuati sotto le unghie di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. Le verifiche, richieste lo scorso agosto ai carabinieri del Ris di Parma, hanno riguardato anche il profilo mai identificato e conosciuto come “Ignoto 2″. L’obiettivo degli inquirenti era escludere che le tracce potessero essere riconducibili a una contaminazione avvenuta durante le operazioni di laboratorio.

La richiesta emerge dalle migliaia di pagine depositate con la chiusura della nuova indagine sull’omicidio, che vede Andrea Sempio accusato del delitto. Gli approfondimenti sono stati avviati anche alla luce delle conclusioni della perizia svolta nell’ambito dell’incidente probatorio, terminato nel dicembre scorso.

Garlasco, i controlli sui tre profili genetici trovati sulle unghie di Chiara

In particolare, il 10 agosto i magistrati pavesi hanno chiesto al Ris di Parma di fornire i nominativi delle persone che avevano partecipato alle operazioni necessarie a ottenere i profili genetici dalle unghie della vittima. La Procura ha inoltre domandato se fosse disponibile una banca dati contenente i profili aplotipici del cromosoma Y del personale coinvolto, da utilizzare per escludere eventuali contaminazioni.

Agli investigatori è stata trasmessa anche la perizia della genetista Denise Albani, così da consentire un confronto tra i profili individuati sui reperti e quelli eventualmente presenti nel database di esclusione. Le verifiche hanno riguardato tre tracce: due profili maschili rilevati su altrettante dita delle mani di Chiara, che secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero riconducibili ad Andrea Sempio, e un terzo profilo, individuato sul quarto dito della mano sinistra, attribuito al cosiddetto “Ignoto 2”, la cui identità rimane sconosciuta.

Chi era presente alle analisi del 2007 e il ruolo del capitano Marino

Dagli accertamenti è emerso che il 4 settembre 2007, durante le operazioni sui reperti, erano presenti i consulenti della difesa di Alberto Stasi e della famiglia Poggi, un avvocato e due ufficiali del Ris di Parma: i capitani Alberto Marino e Aldo Mattei.

Lo stesso Marino, secondo quanto riportato negli atti, ha confermato di aver lavorato personalmente sui frammenti delle unghie di Chiara, senza l’assistenza di altri collaboratori. Un elemento che ha assunto rilievo nelle verifiche disposte dalla Procura, intenzionata a chiarire se le tracce maschili potessero essere state introdotte accidentalmente durante le analisi, anziché essere già presenti sui reperti.

Il Ris esclude corrispondenze, ma il confronto riguarda un solo operatore

La risposta del Ris è arrivata il 13 agosto. I carabinieri hanno comunicato ai magistrati che tutti e tre i profili genetici erano stati confrontati con quelli disponibili nel software utilizzato per escludere possibili contaminazioni. L’esito è stato negativo: nessuna corrispondenza.

Il risultato, tuttavia, presenta un limite significativo. Nella banca dati era infatti disponibile soltanto il profilo genetico del capitano Alberto Marino. Di conseguenza, il confronto ha permesso di escludere una corrispondenza con il suo Dna, ma non di verificare quella con gli altri soggetti presenti alle operazioni del settembre 2007.

Un accertamento che, dunque, non chiude definitivamente la questione delle possibili contaminazioni, lasciando ancora aperto il tema dell’origine dei profili maschili individuati sulle unghie della vittima. Un nodo particolarmente delicato nella nuova inchiesta di Pavia, sia per le tracce che la Procura considera riconducibili ad Andrea Sempio, sia per il profilo di “Ignoto 2”, tuttora senza un’identità.