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Milano

Il metodo utilizzato dall'assassino o dagli assassini, per entrare nell'appartamento dove si e' svolto il delitto, e i sospetti su alcune frequentazioni della vittima: sembrano questi i due elementi piu' importanti intorno ai quali ruotano le indagini della polizia sull'omicidio di Nicoletta Figini, la 55enne che e' stata ritrovata morta, legata e imbavagliata, nel suo appartamento al settimo piano di via Ramazzini 4, tra Porta Venezia e Citta' Studi a Milano.

Chi ha ucciso la donna nella notte tra giovedi' e venerdi' si e' calato con una corda dal terrazzo, ha forzato una tapparella e da li' e' penetrato nell'appartamento: la vittima e' stata avvolta in un lenzuolo della casa e legata con del nastro adesivo. I cassetti e gli armadi dell'abitazione, definita elegante da alcuni degli inquirenti, sono stati messi a soqquadro, come se l'assassino fosse alla ricerca di qualcosa, e sul pavimento sono stati rinvenuti pezzi d'argenteria che l'omicida non ha portato via con se'. Ma gli inquirenti sembrano voler escludere la possibilita' di una rapina finita male. Lo stabile di via Ramazzini fa parte di un complesso piu' ampio separato da un cortile e da un basso muro dai palazzi di piazza Quattro Novembre, dove la vittima gestiva un negozio di telefonia insieme a un socio. Il portone dello stabile non e' stato forzato, rendono noto gli investigatori, quindi l'assassino potrebbe essere entrato da uno dei cortili scavalcando un muro, salendo poi in cima al palazzo, per calarsi da li' nell appartamento.

Gli altri elementi su cui stanno indagando gli investigatori riguardano il passato della donna: Nicoletta Figini viveva a Milano dal 2000. Dodici anni fa, dopo la morte del marito, la donna era sprofondata nella depressione e aveva cominciato a bere. La polizia l'aveva fermata per guida in stato di ebbrezza. E due anni fa era stata pizzicata sulla sua auto con uno spacciatore di eroina e cocaina. Nella sua abitazione, sarebbero state rinvenute delle boccette contenenti metadone. La donna, tuttavia, risultava incensurata. Secondo gli investigatori ne faceva uso anche lei. Gli inquirenti stanno setacciando le 'amicizie' della donna in quel mondo.

A quanto sembra, negli ultimi tempi aveva manifestato al socio la volonta' di liquidare la sua quota dell'attivita' e qualche giorno fa aveva chiesto ad un'agenzia immobiliare della zona di cercare un possibile affittuario per un altro appartamento di sua proprieta', situato a poca distanza da quello nel quale viveva.

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