Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Giulia Tramontano, la Procura contro Impagnatiello: “Voleva ucciderla da tempo”. La famiglia: “Oggi sarebbe femminicidio”

Giulia Tramontano, la Procura contro Impagnatiello: “Voleva ucciderla da tempo”. La famiglia: “Oggi sarebbe femminicidio”

All’appello bis a Milano si torna a discutere della premeditazione. La pg: “La cifra dell’imputato è la menzogna”. Il legale della famiglia: “Non ha avuto pietà di Giulia”

Giulia Tramontano, la Procura contro Impagnatiello: “Voleva ucciderla da tempo”. La famiglia: “Oggi sarebbe femminicidio”
I familiari di Giulia Tramontano

Alessandro Impagnatiello voleva uccidere Giulia Tramontano da tempo. È la tesi sostenuta dalla Procura generale di Milano nel nuovo processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio della 29enne, incinta al settimo mese, uccisa con 37 coltellate il 27 maggio 2023 nell’appartamento di Senago in cui viveva con il compagno. Al centro dell’appello bis c’è l’aggravante della premeditazione, esclusa nel precedente giudizio di secondo grado e ora nuovamente al vaglio dei giudici dopo che la Cassazione ha accolto il ricorso della Procura generale. Impagnatiello sta già scontando una condanna all’ergastolo, sulla quale il riconoscimento dell’aggravante non inciderebbe.

La Procura: “Impagnatiello, una personalità orribile. La sua cifra è la menzogna”

“Ha avuto tutto il tempo di tornare sulla sua decisione e invece volontariamente vuole la morte di Giulia Tramontano”. È quanto affermato dalla sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri, che nella requisitoria ha ricostruito le ore precedenti all’omicidio, sottolineando la volontà dell’imputato di portare a termine il delitto.

“La cifra dell’imputato è la menzogna nella vita e nel processo”, ha dichiarato la pg, invitando i giudici a concentrarsi sulle azioni di Impagnatiello piuttosto che sulle sue parole. Secondo l’accusa, infatti, l’omicidio non sarebbe stato il risultato di un impulso improvviso, ma l’epilogo di una volontà maturata nel tempo.

Gualtieri ha descritto quella dell’ex barman come “una personalità veramente orribile”, ricordando anche la somministrazione di topicida alla compagna, che portava in grembo il piccolo Thiago. Una condotta che, secondo la Procura, dimostrerebbe una perseveranza nel voler fare del male alla donna, fino a ucciderla.

Dalle ricerche sul topicida al telo sul divano: le ore prima del delitto

Al centro della requisitoria ci sono soprattutto le ore comprese tra le 15 e le 19 del 27 maggio 2023, quando Impagnatiello sarebbe stato ormai smascherato dalle due donne con cui intratteneva relazioni parallele, fino ad allora ignare l’una dell’altra.

Tra gli elementi richiamati dall’accusa figura una ricerca effettuata su internet poche ore prima dell’omicidio: “ceramica bruciata vasca da bagno”. Secondo la pg, Impagnatiello sapeva già di voler uccidere Giulia e bruciarne il cadavere. Prima del rientro della compagna avrebbe inoltre riposto il tappeto, coperto il divano con un telo e chiesto alla donna di avvisarlo quando stava tornando a casa.

Giulia sarebbe stata aggredita appena entrata nell’appartamento, mentre alle 20.30 sarebbe iniziata l’attività di depistaggio attraverso il telefono della vittima.

Ma per la Procura la volontà omicida risalirebbe a molto prima. Gualtieri ha ricordato le ricerche sul topicida già dal 12 dicembre 2022 e la sua somministrazione protratta per almeno sei mesi. Nello stesso periodo Impagnatiello avrebbe mostrato all’altra donna un test del Dna falsificato, sostenendo che il bambino atteso da Giulia non fosse suo.

“La premeditazione, questo dolo si esprime nella massima intensità già da dicembre”, ha sostenuto la pg, chiedendo ai giudici di riconoscere l’aggravante.

Il legale dei Tramontano: “Se fosse successo oggi, sarebbe femminicidio”

A intervenire nel processo anche Nicodemo Gentile, avvocato della famiglia Tramontano, che ha richiamato la nuova fattispecie giuridica del femminicidio.

“Se l’omicidio di Giulia Tramontano fosse avvenuto il 27 maggio 2026 non saremmo qui a discutere sulla premeditazione del delitto che avrebbe avuto una sua specifica connotazione giuridica, di quello che è a tutti gli effetti un femminicidio”, ha dichiarato il legale della parte civile.

Gentile ha poi attaccato la linea difensiva dell’imputato, parlando di una ricostruzione “piena di acrobazie” e sottolineando come Impagnatiello non abbia avuto pietà di Giulia né durante la sua vita né dopo la morte.

L’avvocato ha inoltre richiamato la sentenza sul duplice omicidio commesso da Benno Neumair, condannato all’ergastolo con l’aggravante della premeditazione, osservando come possano bastare anche 40 minuti per riconoscerla. Impagnatiello, ha sostenuto, avrebbe avuto almeno due ore per cambiare idea.

Impagnatiello scuote la testa in aula. La Procura insiste sulla premeditazione

Durante la requisitoria Impagnatiello, presente in aula accanto alla sua legale Giulia Gerardini, ha scosso la testa ascoltando le parole dell’accusa. L’imputato sedeva in prima fila, a pochi passi dai familiari di Giulia Tramontano.

Per la Procura generale non ci sarebbero elementi per dare credito alla versione dell’ex barman, accusato di aver costruito nel tempo un “castello di bugie”, mentendo anche agli inquirenti. Da qui la richiesta di riconoscere la premeditazione, aggravante che non modificherebbe l’ergastolo già inflitto, ma che resta al centro del nuovo giudizio sull’omicidio di Senago.

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno