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Milano
Gorla (Cgil): "Lavoratori della Scala rigidi, ma Renzi ha sbagliato"

"La mia posizione è chiara: io sono perché il palcoscenico si apra e l'ho detto ai lavoratori". Graziano Gorla, segretario generale della Camera del Lavoro, in un'intervista ad Affaritaliani.it torna sulla vicenda dei lavoratori della Scala. "Putroppo un pezzo della mia organizzazione ha assunto un atteggiamento molto rigido, ma lavoriamo per trovare un'intesa. Certo è che Renzi li ha strumentalizzati. Invece di fare proclami pensi alla cultura e che Milano non è solo la Scala..." L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Segretario Gorla, continuano le polemiche sulla Scala.
La mia posizione è molto chiara. Io sono perché l'evento si debba realizzare a tutti i costi. Cercherò fino alla fine, in modo ostinato, di far capire l'importanza dell'evento a tutti.

Tuttavia il sindacalista Albori, della Cgil, pare molto rigido...
Un pezzo della Cgil ha assunto un atteggiamento molto rigido.

E quindi?
Quindi io ho detto a loro e agli altri della Scala che non sono iscritti alla Cgil ma che la pensano alla stessa maniera che secondo me è sbagliato non tenere conto dell'eccezionalità dell'evento.

Eccezionalità?
Eccezionalità, non straordinarietà. Stiamo parlando di qualcosa che magari si rivedrà tra cento anni. Non è che l'Expo si fa tutti gli anni. Detto questo, Renzi ha fatto qualcosa di veramente sbagliato.

In che senso?
Nel senso che ho trovato fuori luogo il tentativo di strumentalizzazione da parte del premier. L'avevo anche preannunciato ai lavoratori, che si sarebbero prestati a strumentalizzazioni. Si sarebbero prestati al fatto che il governo può ancora una volta lanciare proclami e non risolvere i problemi. Renzi ha fatto l'errore di fare proprio questo: lanciare il sasso. Risponda a un po' di domande e istanze, invece.

Per esempio?
Per esempio risponda sui finanziamenti alla cultura. Noi oggi sosteniamo che Milano non è solo la Scala. Esiste dell'altro che non ottiene risposte. Per esempio un'eccellenza come l'Orchestra Verdi. Il ministro Franceschini non si neghi alle organizzazioni sindacali, non si neghi al confronto. E' una vergogna che un paese e una città che sta per ospitare Expo non difenda una realtà come la Verdi. E' una vergogna il fatto che in un momento come questo noi mettiamo in seria discussione centinaia di posti di lavoro. Che poi, se devo dirla tutta, io ho una domanda...

Prego.
Cui prodest. A chi fa comodo alzare sempre l'asticella e i toni dello scontro? Molto meglio le parole di Giuliano Pisapia e del sovrintendente Pereira. Magari basta solo consentire che prima della prima ci sia un momento per parlare di lavoro, di lavoro minorile, di diritti. Faremmo tutti un figurone, perché faremmo capire che la cultura non è una merce da consumare ma qualcosa che va tutelato, esattamente come il lavoro. Perché la cultura è un diritto, proprio come il lavoro. 

@FabioAMassa

Tags:
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