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Milano
Guerra fredda in Procura: Robledo a Venezia (ma solo per un anno)

Finisce con una mediazione la 'battaglia', arrivata al Csm, tra il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo. Quest'ultimo verra' temporaneamente applicato come sostituto procuratore generale a Venezia per poi fare ritorno nel capoluogo lombardo come capo del pool anticorruzione quando Bruti Liberati andra' in pensione nel dicembre di quest'anno.

Decisivo per giungere alla soluzione dello scontro che ha infiammato la Procura milanese l'intervento di Giovanni Legnini, vicepresidente del Csm da pochi mesi. Legnini aveva promesso, subito dopo il suo insediamento, una soluzione "risolutiva" che e' arrivata in queste ore, proprio mentre l'organo della magistratura 'perde' il suo numero uno, Giorgio Napolitano. Robledo verra' applicato temporaneamente a Venezia coprendo cosi' un vuoto di organico in Laguna come sostituto procuratore generale. Dopo la pensione di Bruti, Robledo tornera' a Milano nella posizione da cui era stato esautorato dal capo della Procura, come leader del pool dei reati contro la pubblica amministrazione. Cade cosi' l'ipotesi di trasferimento per incompatbilita' ambientale di Robledo, ipotesi che sembrava molto plausibile nelle ultime settimane. Domani era in programma proprio una riunione della Prima Commissione del Csm sul possibile trasferimento di Robledo.

La Prima Commissione avrebbe dovuto decidere se avviare la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilita' nei confronti di entrambi o di uno solo dei protagonisti del conflitto. Ieri, pero', era trapelata la notizia che avesse deciso di prendere ulteriormente tempo per verificare se fosse vero che Robledo aveva scelto un'altra destinazione, fuori da Milano. Nei giorni scorsi, a sorpresa, Robledo aveva revocato la domanda che aveva presentato per essere trasferito alla procura generale di Milano, nonostante fosse al primo posto della graduatoria. Oggi si e' saputo che la rinuncia e' stata frutto di un ripensamento che lo ha portato a chiedere l'applicazione a Venezia. Una decisione 'last minute' visto che domani la Prima Commissione avrebbe dovuto scegliere il da farsi. Si risolve cosi', con una mediazione, il conflitto che aveva spinto nei mesi scorsi il Consiglio giudiziario locale a chiedere un intervento del Csm per riportare "serenita'" a Milano. Nelle settimane scorse, Legnini aveva voluto incontrare personalmente sia Bruti che Robledo proprio per cercare la soluzione meno traumatica possibile. La 'guerra' tra i due era scoppiata dopo che Robledo, in un esposto al Csm, aveva lamentato un'arbitraria assegnazione dei fascicoli ai dipartimenti da parte di Bruti Liberati. In particolare, l'allora procuratore aggiunto del pool che si occupa di pubblica amministrazione aveva sottolineato che il fascicolo dell'inchiesta Sea-Gamberale gli era stato assegnato con molto ritardo. E lo stesso Bruti, sentito dal Csm aveva ammesso di averlo dimenticato per alcuni mesi nell'armadio.

E' stata "individuata" una "soluzione possibile" e "condivisa" che ora "va attuata", ma "e' improprio dire che tutto e' risolto" perche' alcuni nodi restano aperti. Cosi' il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini fa il punto sulla vicenda che vede protagonisti il procuratore capo di Milano Edmondo Bruti Liberati e l'aggiunto Alfredo Robledo. La soluzione individuata, con la mediazione di Legnini, e' l'applicazione extradistrettuale di Robledo alla Procura generale di Venezia come sostituto pg per un anno, e il successivo rientro a Milano quando Bruti sara' gia' andato in pensione. "Per concretizzare questa soluzione - spiega Legnini - occorre la formalizzazione da parte di tutti i soggetti titolati delle varie prerogative e l'espressione della volonta' formale da parte di Robledo".

 

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