Si muove qualcosa, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Il Gruppo Mondadori ha firmato il contratto per l’acquisizione del ramo dell’editoria scolastica di Hoepli, segnando il primo passaggio concreto dopo settimane di indiscrezioni. L’operazione, comunicata ufficialmente dal gruppo di Segrate, dovrebbe perfezionarsi entro il primo semestre 2026, subordinatamente ad alcune condizioni sospensive. Si tratta della parte più solida e redditizia dell’azienda, che dunque trova una via d’uscita mentre il resto della storica casa editrice milanese resta in sospeso dopo la decisione dei soci, lo scorso 10 marzo, di avviare la liquidazione.
Il “giallo” dell’offerta privata
Ma è proprio sul futuro complessivo di Hoepli che si apre il vero nodo. Durante un incontro in Assolombarda con i sindacati, la liquidatrice Laura Limido ha messo nero su bianco che “non è stata ricevuta alcuna offerta da 20 milioni”.
Una versione che però collide, riferisce il Corriere, con quanto filtra da ambienti finanziari. Secondo diverse fonti, esisterebbe invece una proposta concreta da parte di un fondo italiano, con una scadenza ravvicinata, per rilevare l’intera Hoepli Spa. Un piano da oltre 20 milioni tra acquisizione e rilancio, che prevederebbe anche il mantenimento di tutti i dipendenti e la trasformazione della storica libreria in un hub culturale. Due versioni inconciliabili, che alimentano il “giallo” attorno a una possibile soluzione alternativa alla liquidazione.
Il trasferimento dei lavoratori e lo scontro sul palazzo
Nel frattempo, l’accordo con Mondadori tocca anche il tema occupazionale, ma solo in parte. Si discute infatti del trasferimento di nove dipendenti alla società New Education del gruppo, entro il 4 maggio. Una soluzione limitata rispetto ai circa sessanta lavoratori complessivi. Per la storica libreria milanese, simbolo culturale da oltre 150 anni, lo scenario più immediato resta la chiusura fissata al 30 aprile.
A complicare ulteriormente il quadro c’è la questione immobiliare. L’edificio che ospita la libreria non rientra direttamente nella liquidazione ed è di proprietà di una fiduciaria collegata alla famiglia Hoepli. Le trattative per la vendita risultano ferme. Sul tavolo pesa anche uno scontro interno tra soci: da una parte i figli di Carlo Ulrico Hoepli, dall’altra il cugino Giovanni Nava, titolare di circa il 33% delle quote, in attesa di una pronuncia della Cassazione su una lunga disputa societaria.

