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Milano
I Ciy Angels compiono vent'anni. L'intervista al fondatore Furlan

di Fabio Massa

Venti anni di storia a Milano e non solo. I City Angels festeggiano il quarto lustro della loro storia con un evento nel quale i protagonisti saranno i volontari, capeggiati dal fondatore Mario Furlan. Sul palco, insieme al moderatore (Angelo Maria Perrino, direttore di Affaritaliani.it) anche la madrina Daniela Javarone e il presidente onorario Michele Ferrario Hercolani. La platea dei vip sarà molto ricca, dal sindaco Giuliano Pisapia agli assessori Majorino, Maran e Granelli, dall'assessore provinciale Bolognini al consigliere regionale Gallera, che porterà i saluti della Regione. Dal Parlamento arriverà poi l'onorevole Lia Quartapelle. I testimonial saranno il cabarettista Stefano Chiodaroli e la cantante Laura Bono, ai quali si aggiungo due nuovi volti, la pianista Giulia Mazzoni e la cantautrice Ylenia Lucisano. A completare il programma, dopo l'esibizione della Lucisano, ci saranno la benedizione interreligiosa, con monsignor Franco Buzzi, il presidente del Caim Davide Piccardo e Dvora Ancona della Comunità ebraica e la firma del gemellaggio tra City Angels, Società Umanitaria e Pane Quotidiano.

L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

Fondatore Furlan, che senso hanno questi 20 anni di City Angels?
Sono un segno. E' il segno che siamo un'associazione che ha una sua storia e che funziona. Diciamo che il meccanismo è quello di un'azienda: ci sono tante start up che nascono e tante che chiudono. Tante vanno avanti sull'onda dell'entusiasmo, e poi si spengono. Noi invece ci siamo da 20 anni e andiamo sempre meglio. Un esempio? Abbiamo aperto in Svizzera, a Lugano, e siamo in 18 città italiane. Presto potrebbero esserci anche Bari e Perugia.

Eppure all'inizio non fu facile. Dicevano che eravate dei razzisti, che le ronde erano una barbarie...
La perplessità è normale per quel che non si conosce. E' umano avere dubbi. Quando siamo nati, 20 anni fa, l'idea che dei cittadini potessero fare un volontariato che si occupa non solo di solidarietà ma anche di sicurezza, era sconvolgente. Ci chiamavano giustizieri. Le perplessità sono durate un anno e poi si sono completamente dissipate. Nel corso della nostra storia siamo stati ricevuti dal Papa e da Napolitano, e la città di Milano ci ha assegnato l'Ambrogino d'Oro. Il nostro orgoglio è che siamo una risorsa per tutte le città in cui siamo presenti.

In questi 20 anni qual è stato il politico che ha capito di più il vostro messaggio?
Devo dire che i politici sono arrivati in ritardo rispetto ai cittadini. i politici all'inizio erano contrari, poi invece hanno capito. Con parecchi politici abbiamo avuto ottimi rapporti da subito, altri invece...

Invece?
Diciamo che hanno fatto i politici: grandi complimenti e grandi promesse e poi non hanno mantenuto proprio niente. Ma fa niente: posso dire che con le amministrazioni di Milano c'è stata sempre una grande collaborazione. Pisapia sarà presente domenica, ma anche con l'amministrazione Moratti il rapporto è stato stretto. Del resto, noi non siamo nè di destra né di sinistra.

Quanti sassolini ha nelle scarpe, in questi 20 anni di cammino?
I più grandi sono quelli dei politici e degli amministratori che hanno  fatto grandi promesse e poi non hanno fatto nulla.

Qualche nome?
No, preferisco non farne. Abbiamo avuto bisogno di una sede, in tanti hanno blaterato, ma poi non hanno fatto niente.

Che cosa le resta di questa esperienza?
Questi 20 anni sono stati una scuola di vita per me innanzitutto. Quando ho iniziato non avevo neppure 30 anni, e all'inizio ho commesso tanti errori. Avevo tanto entusiasmo ma non sapevo come muovermi. Ha sbagliato anche nella gestione dei volontari, in alcuni casi. Però questo percorso mi ha insegnato ad aprire gli occhi per essere un cittadino più sensibile e solidale. E ad avere un senso di gratitudine nella vita che abbiamo.

Dopo tutto questo tempo, un delfino l'ha nominato?
Non ho né delfini, né trote. Ho persone che collaborano con me e che sono molto in gamba. Voglio ringraziarne una tra le tante, che da diverso tempo è con noi e che sta dando una grande mano alla nostra associazione. Si chiama Sergio Castelli, ha 67 anni e gestisce la nostra sezione di Milano. Era un dirigente della provincia di Milano, ex capo della protezione civile. Oggi si sta dedicando gratuitamente anima e corpo a City Angels. Ma vorrei aggiungere una cosa...

Prego.
Ci teniamo ad essere una associazione che fa del bene non solo sulla strada: vogliamo anche mandare messaggi positivi. Ogni anno facciamo una preghiera multireligiosa a Pasqua, per cercare quel che ci unisce più che quel che ci divide. La stessa cosa la facciamo a Natale. Tutti gli anni facciamo il servizio d'ordine al Gay Pride. E' per questo che siamo cresciuti. Siamo partiti con un gruppettino di neanche venti persone, con due o tre donne. Adesso, a livello italiano, le donne sono più del 50 per cento. E' un segnale che mi piace sottolineare. E dire a tutti che per ogni informazione il sito è www.cityangels.it.

@FabioAMassa

Tags:
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