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Milano


Di Fabio Massa

Concerto finito, baci e abbracci e tanti ringraziamenti a Pisapia. Lo show di Jovanotti è stato un successo. Ma che cosa resta a Milano? L'ennesima divisione e l'ennesima incongruenza. Riepiloghiamo: Jovanotti chiede, anche scherzosamente, al sindaco "che è un fenomeno" di concedere qualche decibel in più. Il primo cittadino risponde: ok, ma dài qualche ticket gratis a chi non se lo può permettere. Intesa trovata e decibel concessi. Intendiamoci: che a San Siro i concerti debbano stare dentro limiti di decibel veramente esigui è cosa che non solo ci rende ridicoli nel mondo, ma che impoverisce oggettivamente la città di quella cultura che, in tempi di crisi, può essere un'arma in più.

Detto questo, colpisce però come sia arrivata questa deroga alle regole. L'artista chiede (e un po' blandisce), e ottiene. Ne derivano due problemi. Il primo: che cosa dovrà fare Bruce Springsteen la prossima volta? Un video su youtube nel quale promette di devolvere 10mila euro a favore dei ragazzi disagiati dei quartieri popolari? E avrà la deroga? E se non dovesse averla, perché Jovanotti sì e lui no? Stesso discorso per Vasco, o per Ligabue, o per chiunque abbia abbastanza fan e abbastanza fegato da sfidare la capienza di San Siro. Secondo problema: la vittoria alle elezioni, per ammissione di tutti gli strateghi della campagna elettorale del 2011, si è giocata nei quartieri e con i comitati. Il Comitato San Siro è da sempre posizionato sull'intransigenza nei confronti dei rumori e del rispetto dei limiti. Troppo duramente, indubbiamente. Ma perché ad altri comitati si dà retta e a quello San Siro no? Ecco, tutte incongruenze di un percorso che - forse - si sarebbe dovuto fare in maniera diversa: non un'eccezione (che verosimilmente diventerà la regola) ma una revisione delle regole valida per tutti in modo chiaro. Anche se questo avrebbe significato dare il via a una nuova discussione nella quale qualcuno sarebbe rimasto scontento.

@FabioAMassa

PS: Apprendiamo, dall'Ufficio Stampa di Palazzo Marino, che la deroga a Jovanotti non è stata concessa. Il motivo? Semplice: il cantante non l'ha mai chiesta. E allora, la domanda sorge spontanea (al netto del fatto che il problema del Comitato San Siro rimane, così come quello del regolamento e degli orari e dei decibel): caro Jovanotti, ma sai di che parli o dai aria alla bocca? E perché ringrazi Pisapia di qualcosa che non ti ha dato? Ma in che pasticcio ti sei ingarbugliato (mediaticamente parlando)? E perché vai ad incasinare un ambito (quello dei concerti e del rispetto dei diritti dei cittadini del quartiere) che già di per sè è un ginepraio?

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contesidecibeljovanotti







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