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Milano
I tassisti milanesi verso una guerra intestina: "Violenza nelle strade"

di Fabio Massa

"Altro che sciopero, sono solo alcuni scalmanati che danno la caccia a chi vuole lavorare". Gegè Mazza è il presidente di Radio Taxi 6969, la sigla più diffusa nella città di Milano. Ad Affaritaliani.it racconta di una situazione che si deteriora di ora in ora. I tassisti sono sul piede di guerra contro l'app Uber, che permette di chiamare i noleggi con conducente: "Il motivo per il quale protestano è giusto: l'applicazione Uber è illegale. Ma è sbagliato andare a caccia. E soprattutto si rischia ci sia violenza per le strade, tra chi vuole lavorare e chi non vuole". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT

C'è un sciopero in atto?
Chiamarlo sciopero mi sembra eccessivo. Più che altro c'è un po' di casino causato da qualche elemento che non si capisce bene chi sia. Siamo sotto schiaffo di alcuni colleghi della notte.

In che senso?
A fronte di quel che è successo sabato scorso alcuni colleghi si sono incazzati e hanno voluto incrociare le braccia. Noi, dopo trattative, siamo riusciti a parlare con il ministro dei Trasporti. Ma questo non li ha ricondotti a più miti pensieri.

Quanti sono quelli che protestano?
Circa una trentina. Va detto che però i radiotaxi non sono sindacalizzati. Noi ci siamo dissociati da queste forme di protesta perché la protesta ufficiale è l'11 di giugno, con una serrata in cinque città europee.

Pare che adesso ci sia la caccia al conducente...
Ci sono delle ronde di scalmanati con moto e macchine per vedere chi lavora. Quelli di Uber in primis, ma quelli è difficile trovarli se non di notte. Ce l'hanno anche con i colleghi tassisti. Ma mi faccia dire una cosa...

Prego.
Uber lavora in condizioni di estrema illegalità. Se si vuole, la motivazione della protesta non è per forza sbagliata. Ma bisogna farlo con un minimo di organizzazione. Bisogna garantire le fasce protette. Qui invece è tutto senza alcuna norma.

Conoscendo queste persone c'è il rischio di violenza nelle strade?
Sì. C'è. C'è il rischio di violenza. Anche da parte di colleghi che vogliono lavorare e che non ci stanno a essere "cacciati".

Sta per finire in una guerra per bande.
Il rischio c'è. Un giorno di fermo per dare un segnale ci poteva anche stare, ma adesso sono già tre. Quelli che vogliono lavorare sono davvero la stragrande maggioranza.

Il Comune di Milano come si sta comportando in questa vicenda?
La colpa di tutto questo caos è di Pisapia. E anche di Granelli. Continuano a nicchiare. Dico di più, alcuni tassisti del Pd si stanno organizzando per sferrare un attacco politico interno al partito per far dimettere Pierfrancesco Maran.

@FabioAMassa

Tags:
tassisti







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