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Il pacemaker non parte, donna in coma da 4 anni: risarcimento milionario

Oltre un milione di euro di risarcimento danni per il presunto malfunzionamento di un pacemaker che avrebbe portato una donna ad uno stato vegetativo che dura da quattro anni e mezzo. Questa la condanna stabilita dai giudici del tribunale di Milano nei confronti del presidente e dell’amministratore delegato della St. Jude Medical Italia, accusati di lesioni colpose gravissime perchè non avrebbero aggiornato il software del pacemaker

Oltre un milione di euro di risarcimento danni per il presunto malfunzionamento di un pacemaker che avrebbe portato una donna ad uno stato vegetativo che dura da quattro anni e mezzo. Questa la condanna stabilita dai giudici del tribunale di Milano nei confronti del presidente e dell’amministratore delegato della St. Jude Medical Italia, accusati di lesioni colpose gravissime perchè non avrebbero aggiornato il software del pacemaker.

I fatti risalgono all’ottobre del 2010, quando il cuore di una 42enne di San Donato Milanese si ferma. L’impianto installatole due anni prima non fa il suo dovere e a rianimare il cuore della donna saranno i sanitari del 118. Ma ormai è troppo tardi ed il mancato afflusso di sangue al cervello è stato troppo prolungato per evitare danni.

L’avvocato difensore Mario Zanchetti ha sostenuto che il pacemaker funzionava regolarmente e che il software era aggiornato: fatale sarebbe stata una “patologia molto grave” della donna”. E contro la sentenza come riporta il Corriere, è già stato annunciato ricorso. Nel dettaglio, la St.Jude Medical Italia è stata condannata a risarcire le parti civili, tutte assistite dagli avvocati Nicola Brigida e Marcello Gentili in questo modo: 476 mila euro alla donna, 100 mila euro ciascuno al marito e ai loro tre bambini e 41 mila in tutto ai tre fratelli e alla suocera.