Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Il racconto di Kean, il 17enne sopravvissuto al rogo di Crans-Montana: “Vorrei sapere cosa provano quelli che ci hanno rovinato la vita”

Il racconto di Kean, il 17enne sopravvissuto al rogo di Crans-Montana: “Vorrei sapere cosa provano quelli che ci hanno rovinato la vita”

La testimonianza dopo sei mesi di ricovero al Niguarda: “Sono svenuto sulle scale”. E il video girato tra le fiamme

Il racconto di Kean, il 17enne sopravvissuto al rogo di Crans-Montana: “Vorrei sapere cosa provano quelli che ci hanno rovinato la vita”

Ha aspettato quasi otto mesi prima di raccontare quella notte. Kean, milanese di 17 anni, è uno dei ragazzi scampati all’incendio divampato la notte di Capodanno al Constellation di Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita 41 persone. Al Tg5 ha ricostruito i momenti in cui ha creduto di non farcela: “Di quella notte mi ricordo tanto caldo, troppo caldo. Sulle scale sono svenuto, poi mi sono rialzato con tutta la volontà del mondo, dicendomi ‘Kean, non puoi morire qua‘. Un calore che non si dimentica”.

Il video girato mentre il locale bruciava

Dentro il locale invaso dalle fiamme, il ragazzo è riuscito a filmare con lo smartphone alcune sequenze mandate in onda per la prima volta dalla trasmissione. Si vedono il bagliore del fuoco, la scala, il bancone del bar e i suoi amici che tentano di raggiungere l’uscita. Immagini che restituiscono la rapidità con cui la serata si è trasformata in trappola, e che si aggiungono al materiale già emerso su quella notte. “Ho visto tanti ragazzi che urlavano, ho visto quelle fiamme… erano proprio bruttissime da vedere”, ha raccontato.

Sei mesi di ricovero al Niguarda

Kean è stato dimesso dall’ospedale Niguarda soltanto a fine giugno, dopo sei mesi di ricovero. Il bilancio fisico lo riassume lui stesso con una precisione che pesa più di qualsiasi referto: “Due dita della mano destra mi funzionano, e con quelle mangio, uso il cellulare”. Accanto alla riabilitazione c’è il fronte psicologico, che il ragazzo non nasconde: “Ci sono momenti in cui penso ‘basta, non ce la faccio più’”.

Una vita da ricostruire

Nel racconto ritorna ciò che l’incendio gli ha tolto oltre alla salute. Il calcio, dice, gli manca profondamente: era la parte di quotidianità che scandiva le giornate di un diciassettenne e che oggi resta sospesa. Nel finale dell’intervista Kean si rivolge direttamente a chi ritiene responsabile di quanto accaduto: “Vorrei sapere cosa provano a vedere la gente a cui hanno rovinato la vita. Un ragazzino di 17 anni non può vivere in questo stato“. Una richiesta di assunzione di responsabilità che arriva mentre le indagini sulle cause del rogo e sulle condizioni di sicurezza del locale proseguono.