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Milano
Segretario Pd: "Sulle partecipate non molliamo. Rota? Ne parlano bene"

di Fabio Massa

Pietro Bussolati, segretario del Pd metropolitano, insiste sulle partecipate. "E' una battaglia che non molliamo perché riguarda i principi ed il futuro della città", spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it. "Le candidature? Quelle che eventualmente verranno proposte dal Pd saranno vagliate da un'agenzia di cacciatori di teste". Poi si leva un sassolino dalla scarpa: "D'Alfonso? Non è entrato nel merito dei temi posti. Qualcuno mi deve spiegare perché presidente e direttore generale, nelle società che prevedono i due ruoli, non devono essere distinti". Infine sottolinea la portata di un ordine del giorno "storico": "Per la prima volta abbiamo proposto che il servizio idrico di Milano e Provincia sia unificato. Oggi non è così, ed è una cosa assurda". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT
 
Segretario Bussolati, il Pd sulle partecipate non si ferma. Malgrado le parole del sindaco e di D'Alfonso.

A noi interessa discutere del futuro della città. Il tema delle partecipate riguarda la politica industriale che in Italia manca da 15 anni, partiamo da Milano che anticipa da sempre i cambiamenti, rendiamole uno strumento per creare sviluppo e occupazione.  L'altra sera abbiamo organizzato un incontro alla Casa della Cultura. Malgrado lo scarso preavviso e l'ora infelice, c'erano oltre 250 persone. Questo è segno del fatto che c'è un interesse forte per questi temi, e che in molti sono d'accordo sul fatto che il Pd torni a proporre una visione di Milano e riflessione su temi concreti.
 
Invece vi hanno dato dei poltronisti, dicendo che come nuova segreteria è stato il vostro primo atto.
I
ntanto non è stato il nostro primo atto.  Per quanto riguarda la critica di essere poltronisti, credo sia sempre così quando si tratta un tema delicato come le società partecipate dal Comune. Qualunque cosa si dica si viene tacciati di voler occupare spazi di potere. Il Pd è composto però da persone talmente pulite che non temiamo di esporci a critiche. Anzi, vorrei dire che il fatto di parlarne così, pubblicamente, è un segno di trasparenza. I "poltronisti" non fanno così, fanno gioco invece giochi di potere.
 
Alla fine però di poltrone si tratta.
Guardi, mettiamola così. Noi abbiamo lanciato un appello per una nuova fase nella gestione delle partecipate, ripartiamo dalle nomine in Metropolitane Milanesi dove nuovi manager, senza magliette di Partito o associazione, hanno fatto piani industriali coraggiosi. Per esempio, adesso abbiamo lanciato una sperimentazione. Chiunque ritenga di poter essere un buon candidato per i cda, se vuole essere presentato da un consigliere del Partito Democratico, così come prevede la legge, dovrà passare al vaglio di una società esterna di cacciatori di teste. Questa con criteri pubblici farà una pesatura del curriculum per tenere conto di criteri che vanno dall'onorabilità alla capacità manageriale, dall'esperienza alla competenza. Questa sperimentazione dà l'esatta dimostrazione di come il Pd non vuole promuovere candidati di bandiera, ma gente che possa dare pasti sani ai bambini, energia pulita ai cittadini e trasporti efficienti ai viaggiatori. Sul sito del Pd metropolitano c'è il documento che abbiamo posto in discussione e che porteremo settimana prossima nella Direzione metropolitana.
 
E' il contrario della raccomandazione all'italiana.
Diciamo che dalla raccomandazione all'italiana vogliamo passare alla segnalazione all'inglese, laddove si dica: mi onoro di poter suggerire il curriculum di una persona valida. E' un altro passo avanti dopo quelli già compiuti dall'amministrazione Pisapia. Sulla trasparenza questa maggioranza e questa giunta hanno fatto passi avanti grandissimi che rispettiamo e sosteniamo.
 
L'assessore D'Alfonso dice che l'attivismo del Pd sul campo delle partecipate non è stato fatto nelle sedi opportune.
D'Alfonso non era presente in consiglio comunale, dove abbiamo fatto proposte. Non credo non sia d'accordo. Noi abbiamo parlato di visione metropolitana delle partecipate e lotta all'evasione. Spero che si potrà ricredere e capire le vere finalità del Partito Democratico.
 
A proposito di città metropolitana, siamo un po' indietro...
Una volta integrati i trasporti, la città metropolitana è fatta anche senza l'architrave istituzionale. Voglio dire che la città metropolitana non è tanto la parte istituzionale, della quale alla gente interessa poco, ma anche e soprattutto l'unificazione dei servizi. Integrare i servizi, dai rifiuti all'idrico, è la cosa giusta. Vorrei dire una cosa: il consiglio comunale ha votato un ordine del giorno per unificare il servizio idrico a Milano e in Provincia. Un'innovazione storica, perché ci sono interessi, tra i quali la Regione Lombardia, che non vanno in questa direzione. C'è chi vuole continuare a gestire le proprie rendite di posizione. Per la prima volta il Pd detta l'agenda sulla visione di Milano e non rincorre temi posti da altri.
 
A proposito di Sea, Gamberale è stato indagato. E adesso, con la vendita alla Regione, come si mette?
Sono in costante contatto con il segretario Alfieri e aspettiamo di vedere come finirà questa vicenda. Dopo assumeremo le posizioni più opportune. La nostra priorità è la risoluzione della vicenda di Sea Handling, e infine valuteremo la vendita alla Regione, che è una delle opzioni in campo. Non ci preoccupa e la riteniamo auspicabile in generale ma saranno da approfondire le modalità . Ma si può anche pensare a un player strategico.
 
Chiudiamo su Atm. Continuate a pensare che dg e presidente debbano essere ruoli distinti.
Confesso che sono un po' stufo che ci si concentri solo su questo. Abbiamo presentato un documento che verrà votato in direzione giovedì prossimo che contiene proposte e principi sulle partecipate. Il tema è che le partecipate non devono solo fare utili e che mettere i conti in ordine è un passo importante ma non sufficiente. Le partecipate devono creare le condizioni per fare da volano allo sviluppo, lottare contro l'evasione tariffaria, rendicontare e comunicare con i cittadini utenti. Stiamo parlando di una riflessione complessa e non banale, fatta di tanti principi e proposte. Tra questi c'è quello che dice che, tendenzialmente, laddove non c'è l'amministratore unico (al quale siamo favorevoli per ridurre i costi), per noi ha senso che ci sia una separazione tra presidente e dg. Per noi è un principio che poi va valutato caso per caso. Noi rispetteremo le scelte di Giuliano Pisapia, ma si prenda atto della nostra posizione. Anche perché nel merito né D'Alfonso né gli altri che vogliono riconfermare tutto hanno spiegato perché quanto affermiamo noi è un principio non valido.
 
Quindi lei non ha niente contro Bruno Rota...
Niente. Di Rota ho sentito parlare solo bene.

@FabioAMassa

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