La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di cittadini stranieri residenti. Sono 1.257.557, pari al 12,5% della popolazione regionale, una percentuale sensibilmente superiore alla media nazionale del 9,4%. È uno dei principali dati contenuti nel Dossier statistico Immigrazione 2026, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos con il sostegno di Cgil, Cisl e Uil Lombardia e presentato nei giorni scorsi nella sede milanese di Emergency. Nel 2025 la popolazione straniera residente è cresciuta di oltre 36mila persone, con un incremento del 3%, il doppio rispetto all’anno precedente. Una crescita che sarebbe risultata ancora più consistente senza le oltre 52mila acquisizioni della cittadinanza italiana registrate nello stesso periodo.
Milano è il territorio lombardo con la maggiore incidenza di residenti stranieri, che nella Città metropolitana sfiorano quota 500mila, rappresentando il 15,4% della popolazione. All’estremo opposto si collocano le province di Sondrio, con il 6,8%, e Como, con l’8,7%. Le comunità nazionali più numerose sono quella romena, con oltre 168mila residenti, seguita dall’egiziana, con 110mila, e dalla marocchina, con circa 86mila. I permessi di soggiorno validi rilasciati a cittadini non comunitari superano il milione, circa un quarto del totale italiano, prevalentemente per motivi familiari.
Una popolazione più giovane che contribuisce a riequilibrare la demografia
Uno degli aspetti più significativi del rapporto riguarda la struttura demografica. La popolazione straniera residente in Lombardia è decisamente più giovane di quella italiana: i minori rappresentano il 20,1% degli stranieri, contro il 14,2% degli italiani, mentre gli ultrasessantaquattrenni sono appena il 6,1%, a fronte del 26,8% tra i cittadini italiani. Un contributo demografico particolarmente importante in una regione che, come il resto del Paese, deve fare i conti con l’invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite.
Il fenomeno emerge anche dai dati scolastici. Nell’anno 2024-2025 gli studenti con cittadinanza non italiana iscritti nelle scuole lombarde sono stati 236.347, pari al 17,9% degli alunni complessivi e a oltre un quarto di tutti gli studenti stranieri presenti nelle scuole italiane. Due studenti stranieri su tre, per un totale di oltre 158mila, sono nati in Italia. Una percentuale che nella scuola dell’infanzia sale all’82,7%. Restano tuttavia differenze significative nei percorsi di studio. Alle superiori il 42,2% degli studenti stranieri frequenta istituti tecnici e il 29,8% professionali, mentre soltanto il 28% sceglie un liceo. Una distribuzione che, secondo il rapporto, rischia di tradursi in disuguaglianze anche nel successivo ingresso nel mercato del lavoro.
Lavoro, 610mila occupati stranieri. Costruzioni e servizi domestici i settori principali
Il peso dell’immigrazione nell’economia lombarda è altrettanto rilevante. Nel 2025 i lavoratori stranieri occupati sono circa 610mila, il 13,4% del totale regionale. La Lombardia concentra inoltre il 28,5% di tutti i lavoratori non comunitari occupati in Italia. Il tasso di occupazione degli stranieri si attesta al 65,3%, cinque punti percentuali al di sotto di quello degli italiani, pari al 70,3%. Le donne rappresentano il 39% degli occupati stranieri, ma costituiscono oltre la metà degli stranieri disoccupati. Alcuni settori produttivi dipendono in misura particolarmente significativa dalla manodopera immigrata. Nelle costruzioni lavora l’11,3% degli occupati stranieri, contro il 5,7% degli italiani. Ancora più marcata la differenza nel lavoro domestico, che impiega il 10% degli stranieri e appena lo 0,6% degli italiani.
In questo comparto il 73,3% degli addetti è di nazionalità straniera, mentre la Lombardia ospita oltre un quarto dei lavoratori domestici non comunitari presenti nel Paese. Nell’agricoltura, invece, gli stranieri rappresentano il 20,8% degli occupati.
Le imprese lombarde cercano oltre 300mila lavoratori stranieri
La domanda di manodopera internazionale continua a essere sostenuta. Secondo il Sistema informativo Excelsior, nel 2025 le imprese lombarde hanno programmato oltre 301mila ingressi di personale non italiano, pari al 22,2% del totale nazionale. Si tratta di un volume equivalente alla somma delle assunzioni programmate in Veneto ed Emilia-Romagna, che conferma il peso della Lombardia nell’assorbimento di lavoratori provenienti dall’estero. Non manca poi il contributo all’imprenditorialità. Le aziende guidate da persone nate all’estero sono 133.291, concentrate soprattutto nei settori delle costruzioni, del commercio e della ristorazione.
Per i rappresentanti sindacali lombardi Ivan Comotti della Cgil, Dino Perboni della Cisl ed Eleonora Di Prisco della Uil, i numeri restituiscono un quadro caratterizzato da opportunità ma anche da criticità ancora irrisolte. “I dati del Dossier confermano che l’immigrazione è una componente strutturale della società e dell’economia lombarda, ma evidenziano anche contraddizioni che non possiamo ignorare”, sottolineano i tre segretari.
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