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In difesa di Chiara Ferragni, da sempre detestata
Ieri sono stati chiesti un anno e otto mesi per Chiara Ferragni per il caso del Pandoro. In effetti, il Pandoro che ha fatto traboccare il vaso, portando l’Italia tutta da una parte sola: contro Ferragni. Prima, invece, c’erano due cori contrapposti: gli uni ammirati dalla ragazza che ce l’ha fatta da sola. Da giovane sulla rete a imprenditrice di successo di calibro internazionale. Dall’altra parte i nemici: quelli che vedevano in quella ostentazione del successo qualcosa di insopportabile.
Io, da sempre, sono stato con i secondi. Anche e soprattutto perché qualche genio aveva pensato bene di elevare Fedez e Ferragni a icone della sinistra solo perché avevano fatto, senza neppure troppa originalità, quello che facevano tutte le star del mondo in quel periodo (e non in questo): sposare le tesi della sinistra woke, che in Italia voleva dire stare a cavallo tra il Movimento 5 Stelle antisistema e la sinistra Pd mezza dentro il sistema. Con tutte le contraddizioni del caso: buonismo di facciata e cattivissimo gusto nel festeggiare un compleanno dentro un supermercato lanciandosi la roba. Beneficenza fatta con la Lamborghini. Attenzione agli ultimi con borsette da 10mila euro.
Chiara Ferragni: una donna che ha sbagliato ma che sta pagando più di altri
Eppure, oggi, provo una umana empatia e simpatia per Chiara Ferragni. Per alcuni, ancora una volta una cinica calcolatrice. Per me, una donna che ha sbagliato e pagato (milioni su milioni – e pure un matrimonio). Certo, è una opinione non suffragata da fatti: potrebbe essere tutta una montatura e in effetti magari escono ancora insieme con Fedez. Ma in fondo, chissenefrega. Ho visto persone molto peggiori scontare pene molto inferiori.
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Lei pare diventata belzebù, per un popolo che nel ’42 era tutto fascista e nel 45 tutto partigiano, nel ’44 tutto monarchico e nel ’46 tutto repubblicano (o quasi), nel ’50 tutto democristiano e nel ’95 tutto antidemocristiano, nel 2015 tutto renziano e nel 2019 tutto leghista. Non amando ascoltare i cori che cambiano come le stagioni, penso che forse Chiara Ferragni abbia pagato abbastanza e che bisognerebbe lasciarla libera di riprovare a risalire la china, senza buttarle addosso il peso delle nostre incoerenze e delle nostre ipocrisie.
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