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Milano
In Lombardia la ripresa è già realtà. Più posti di lavoro che in tutta Italia

In Lombardia ci sono più nuovi posti di lavoro che in tutta Italia: con 45.380 ingressi nel mondo del lavoro nel I trimestre 2015, in crescita del +13,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, e 36.080 uscite, la Lombardia registra un saldo occupazionale di +9.290 unità, superiore al dato italiano che si ferma a +8.380. Monza e Brianza è tra le prime province in Lombardia per saldo occupazionale (+570), preceduta solo da Milano e Brescia (rispettivamente +7.520 unità e +970). Cresce la domanda di lavoro in Brianza. Complessivamente sono circa 3mila le assunzioni previste nel I trimestre 2015, con un incremento del 15,3% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Si tratta di 1.790 assunzioni di dipendenti, di cui il 35,9% a tempo indeterminato, il 49% a tempo determinato e l’11,9% con apprendistato.

Per gli under30, le opportunità di lavoro in Brianza sono maggiori rispetto alla media regionale e italiana: la quota di assunzioni di giovani è pari al 43,9% del totale, contro il 32% lombardo e il 30% nazionale. In particolare tra le professioni in cui la richiesta di giovani è maggiore troviamo ingegneri e specialisti in discipline scientifiche della vita (74,8%), al secondo posto gli addetti alla gestione di magazzini (71,4%) e al terzo posto tecnici in campo informatico (69,7%). Più bassa invece la richiesta di lavoro femminile e di personale immigrato: per quanto riguarda il genere, le opportunità per le donne in Brianza sono pari al 10% del totale delle richieste di personale (in Lombardia il dato sale al 12%), e anche la quota di assunzioni riservate agli immigrati è in Brianza è solo del 7%. Considerando il livello di istruzione richiesto dalle imprese, se al 35,8% dei nuovi occupati in Brianza è richiesto il diploma di maturità, il 28% è laureato (circa il doppio rispetto al dato nazionale: 14,5%). Tra le competenze richieste per l’assunzione dalle imprese, l’esperienza specifica è requisito necessario per il 58,3% dei neo assunti e il 35% del totale delle assunzioni previste a Monza e Brianza riguarderà profili “high skill”.

Un dato – informa la Camera di Commercio di Monza - che trova conferma nell’elevata richiesta di ingegneri e specialisti in discipline scientifiche e della vita in Brianza: 210 assunzioni previste nei primi tre mesi dell’anno, di cui il 42,9% è considerato difficile da reperire. Tra le altre professioni di difficile reperimento, ci sono poi gli operai specializzati nell’edilizia (95,5%) e i conduttori di impianti nell’industria alimentare (73,5%). Tra quelle più richieste nei primi tre mesi dell’anno troviamo gli operai metalmeccanici (250 assunzioni), commessi e personale qualificato nelle attività commerciali (160), tecnici in campo informatico (140), specialisti del marketing (110) e addetti della ristorazione (tra cuochi e camerieri 100 richieste). Sono alcuni dei dati che emergono dal Sistema Informativo Excelsior relativi al I trimestre 2015 diffusi dalla Camera di commercio di Monza e Brianza. “Le previsioni occupazionali sul primo trimestre 2015 - risultato probabilmente di un miglior clima di fiducia da parte delle aziende, su cui hanno influito una pluralità di fattori: dalle previsioni di ripresa del PIL ai minori oneri e vincoli per assume a tempo indeterminato previsti dal Jobs Act, dai dati congiunturali in miglioramento all'effetto EXPO - certamente ci proiettano una immagine di maggiore fiducia sulle prospettive del lavoro in Brianza. La nostra priorità rimane comunque la difesa di quel patrimonio di know how, cultura del lavoro e dei diritti e doveri che ha reso grande la Brianza. Un territorio che però deve ancora fare i conti con gli strascichi di una crisi che ha impattato molto sul sistema occupazionale - ha dichiarato Marco Viganò, membro di Giunta della Camera di commercio di Monza e Brianza. Per questo come Camera di commercio abbiamo cercato di sostenere il lavoro e l'occupazione, agendo a supporto dell'impresa andandole incontro, aiutandola anche sul piano della burocrazia, favorendo nei giovani e meno giovani la consapevolezza nei propri mezzi attraverso l'autoimprenditorialità e, infine, promuovendo il matching tra le aspettative dei lavoratori e lavoratrici e le richieste di profili adeguati da parte aziendale, con lo Sportello Impresa Lavoro”.

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