Alessandro Bastoni non si è presentato questa mattina all’interrogatorio fissato dalla Procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro di escort che avrebbe ruotato attorno all’agenzia di organizzazione di eventi Ma.De Milano. Il difensore dell’Inter e della Nazionale, indagato per prostituzione minorile, aveva già comunicato tramite il proprio legale la decisione di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Nelle stesse ore è stato invece ascoltato come testimone Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal e della Nazionale italiana. L’audizione si è svolta in un ufficio della Procura lontano dai riflettori. Ieri erano stati sentiti, sempre come persone informate sui fatti, Daniel Maldini, attaccante dell’Atalanta, e Kevin Bonifazi, difensore del Bologna. I tre calciatori non risultano indagati. Secondo quanto emerso, Maldini e Bonifazi hanno risposto alle domande delle magistrate e fornito spiegazioni, senza però aggiungere elementi nuovi al quadro investigativo già raccolto.
Il legale di Bastoni: “È estraneo ai fatti”
La scelta di Bastoni è stata spiegata dall’avvocato Salvatore Scuto. Come riporta il Corriere della Sera, il difensore ha ribadito la posizione del calciatore: “Alessandro Bastoni ribadisce la sua estraneità rispetto ai fatti oggetto di accertamento”. Scuto ha poi precisato: “La decisione di non presentarsi, allo stato, a rendere interrogatorio è stata assunta su indicazione della difesa e risponde esclusivamente a valutazioni di natura tecnica, nel pieno esercizio delle facoltà di legge”. La decisione consentirà alla difesa di valutare gli atti e gli elementi raccolti dalla Procura prima di un eventuale confronto con le magistrate.
L’episodio contestato al difensore dell’Inter
A Bastoni viene contestato un episodio risalente al luglio 2020, quando il calciatore aveva 21 anni. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe incontrato durante una serata organizzata dalla Ma.De una ragazza che all’epoca aveva 17 anni e mezzo e avrebbe avuto con lei rapporti sessuali dietro pagamento. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono alcune chat con Alessio Salamone, pr dell’agenzia. In uno dei messaggi riportati dal Corriere, Salamone scriveva al calciatore: “La minorenne credo che ti vuole c…”. La giovane, sentita dagli inquirenti come testimone, ha però negato la ricostruzione accusatoria, sostenendo di non avere avuto rapporti sessuali con Bastoni e di non avere ricevuto denaro. Anche la difesa del calciatore ha escluso categoricamente rapporti a pagamento.
“Il pr ci afferrava per il braccio e ci portava al tavolo dei calciatori”
L’indagine coordinata dalla pm Rosaria Stagnaro e dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini riguarda un presunto sistema di serate “all inclusive” organizzate per clienti facoltosi, soprattutto calciatori di Serie A, in locali della movida milanese e alberghi di lusso. Una ballerina di vent’anni, sentita dagli investigatori, ha raccontato di essere stata reclutata per lavorare nel dopocena al Pineta di Milano, dove l’agenzia riservava un’area privata. Nel verbale riportato dal Corriere ha dichiarato: “Mi sedevo con altre ragazze (…) Alessio Salamone ci portava, anche in maniera decisa, nel senso che ci afferrava per il braccio, ai tavoli dove di lì a poco sarebbero arrivati i clienti benestanti che per la maggior parte delle volte erano calciatori”. La ragazza ha riferito che le veniva imposto, “con atteggiamento insistente”, di sedersi a determinati tavoli, “in maniera molto dura e utilizzando un linguaggio volgare”. Ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con alcuni clienti, ma ha escluso che fossero a pagamento. Gli inquirenti ipotizzano invece che il denaro venisse versato dai clienti all’agenzia attraverso pacchetti completi e che fosse poi la società a remunerare le ragazze.
“Mi ha portato in cucina e mi ha chiesto un rapporto sessuale”
La giovane ha anche raccontato un episodio che l’avrebbe fatta sentire trattata come un oggetto sessuale. Interrogata su un rapporto orale avuto con un calciatore nel mese di febbraio, ha dichiarato: “Mi ha chiesto una molletta per legare i capelli e dopo aver scambiato qualche parola mi ha detto di seguirlo, mi ha portato nel locale cucina (…) e mi ha chiesto di avere un rapporto sessuale con lui”. Una volta tornati al tavolo, ha aggiunto: “Cercai di riavvicinarmi ma non mi diede confidenza in quanto era già impegnato con altre ragazze”.
Denaro, regali e palloncini al protossido di azoto
Un’altra testimone, una venticinquenne brasiliana, ha raccontato di avere il compito di “trovare i clienti” per l’agenzia e di essere pagata in base alle somme spese dagli uomini durante le serate. La giovane ha negato di essersi prostituita per conto della Ma.De, pur spiegando: “Tuttavia è chiaro che le ragazze che venivano invitate a queste cene/feste (…) erano interessate ad avere rapporti sessuali con calciatori, a volte in cambio di denaro/regali e altre gratuitamente”. “Mi è capitato di ricevere denaro/regali in cambio di sesso da clienti”, precisando però di averlo fatto “per mia scelta” e che con i calciatori i rapporti sarebbero avvenuti “solo a titolo gratuito”. Nei verbali emerge anche l’utilizzo di palloncini contenenti protossido di azoto, inalato per ottenere un effetto euforizzante. “Una specie di droga. Qualche volta li ho portati io. Il pagamento era a carico dei clienti”, ha riferito la testimone.

