Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Milano » Inchiesta su San Siro, le reazioni. Abodi: “Fare chiarezza e pulizia”. Il centrodestra milanese: “Sala si dimetta”

Inchiesta su San Siro, le reazioni. Abodi: “Fare chiarezza e pulizia”. Il centrodestra milanese: “Sala si dimetta”

Il ministro dello Sport esclude ricadute sugli Europei. Lega e Fratelli d’Italia all’attacco del Comune: “Situazione inquietante, basta ombre su Palazzo Marino”

Inchiesta su San Siro, le reazioni. Abodi: “Fare chiarezza e pulizia”. Il centrodestra milanese: “Sala si dimetta”
Atmosfera a San Siro per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano Cortina

Sugli sviluppi dell’inchiesta sulla vendita di San Siro interviene il ministro dello Sport Andrea Abodi, che invita a mantenere una linea netta ma senza allarmismi. “Il mio pensiero è che, di fronte a situazioni che richiedono accertamenti, dobbiamo sottolineare con soddisfazione la volontà di fare chiarezza da un lato e di fare pulizia dall’altro”. Il ministro, parlando a Rozzano a margine delle celebrazioni per il Servizio Civile Universale, ha escluso effetti a catena sul sistema stadi e sugli eventi internazionali: “Si tratta di vicende indipendenti tra loro”. E ha aggiunto una riflessione più ampia sul rapporto tra sport e società: “Lo stadio è parte della società, non un mondo a sé. Così come nella società esistono pagine nere o comunque pagine che meritano di essere analizzate, altrettanto deve accadere all’interno degli stadi, dove poche persone non possono condizionare la vita di molti.”

La Lega: “Situazione inquietante, la sinistra lasci Palazzo Marino”

Sul piano politico, però, il clima si scalda rapidamente. Il consigliere comunale e segretario metropolitano della Lega Samuele Piscina attacca frontalmente l’amministrazione. “È doveroso ribadire, da garantisti quali siamo, che tutti sono innocenti fino al completamento dell’intera procedura giudiziaria. Ma proprio per questo la politica non può far finta di nulla davanti all’ennesima ombra pesantissima che si abbatte su Palazzo Marino”. E ancora: “Quanto emerso in queste ore è semplicemente inquietante”. L’affondo diventa politico: “Non passa giorno senza che l’amministrazione comunale di sinistra finisca al centro di indagini, esposti, fascicoli o accertamenti”. Fino alla richiesta esplicita: “Dopo 15 anni di danni alla città, dal degrado alla sicurezza, dalla mobilità ideologica fino ai dossier urbanistici e ora San Siro, è arrivato il momento che questa sinistra faccia l’unica cosa dignitosa: lasciare Palazzo Marino”.

De Corato (FdI): “Me lo aspettavo, Sala vada a casa”

Sulla stessa linea anche Fratelli d’Italia, con il deputato Riccardo De Corato che rivendica di aver previsto gli sviluppi giudiziari. “Io mi aspettavo anche questo nuovo filone d’inchiesta sullo stadio e lo dissi gia’ a suo tempo, esattamente lo scorso 1 ottobre, quando misi in guardia Sala dicendogli di aspettare a ‘cantar vittoria’ sulla vendita perche’ la partita era ancora apertissima”. Poi l’attacco diretto al sindaco: “Ora, dopo i disastri su sicurezza, urbanistica e dulcis in fundo sullo stadio, è arrivato il momento che il Sindaco vada a casa”. E la conclusione: “Manca solo un anno e la città e i milanesi non possono continuare a soffrire ed essere succubi di inchieste e vicende giudiziarie. Non se lo meritano”.

Marcora (FdI): “Sala non può scaricare su altri le proprie responsabilità”

Il consigliere comunale di Milano di Fratelli d’Italia Enrico Marcora aggiunge: “Finalmente dopo mesi di denunce dei comitati e dei cittadini e tanti interventi in aula consigliare sulla situazione opaca della vendita dello Stadio di San Siro, la magistratura chiede chiarezza aprendo ufficialmente una indagine.” “Adesso” prosegue il Consigliere Marcora “il Sindaco Sala e la Vicesindaco Scavuzzo si assumano le loro responsabilità. Aspetto le loro dichiarazioni a seguito della inchiesta della magistratura” Marcora ha poi concluso “Il Sindaco Sala non può “scaricare ad altri” le sue responsabilità, essendo lui e la vicesindaco Scavuzzo i due pensatori ed esecutori della vendita dello stadio.

Romeo (Lega): “Silenzio imbarazzante dal Pd”

“Registriamo un silenzio imbarazzato e imbarazzante dai vertici del PD nazionale in merito agli sviluppi dell’indagine della Procura milanese, con nove indagati tra cui ex assessori comunali, sulla vendita dello stadio Meazza di Milano. Siamo garantisti con tutti, lo siamo anche ora, ma mai come adesso servirebbe un po’ di chiarezza su questa vicenda, coperta da troppe zone d’ombra. Vediamo se il PD milanese ritrova il dono della parola…” Lo dichiara il segretario regionale della Lega Lombarda, sen. Massimiliano Romeo.

San Siro, M5S: “Operazione opaca e strapilotata, ora trasparenza”

“Come Movimento 5 Stelle non ci sorprende affatto la lente di ingrandimento messa dalla procura sulla vendita dello stadio di San Siro dal Comune a Inter e Milan. Purtroppo siamo stati facili profeti: questa spregiudicata e opacissima operazione non è mai stata una procedura di vendita al miglior offerente, ma un percorso stra-pilotato di svendita a vantaggio dei due club cittadini”. Lo afferma in una nota la senatrice milanese Elena Sironi (M5s) che aggiunge: “Non vogliamo sostituirci ai magistrati, che faranno egregiamente il loro lavoro. Siamo alle indagini, e vale sempre la presunzione di innocenza, fermo restando che se le evidenze della Procura fossero confermate si tratterebbe di un caso gravissimo”. Sironi ribadisce peraltro la contrarietà del Movimento sul progetto: “la demolizione dell’impianto e la trasformazione del quadrante cittadino di San Siro all’insegna del cemento e dell’inquinamento creerà ai cittadini svantaggi economici, sociali e ambientali. Per eludere il vincolo culturale sulla struttura, per esempio – continua la pentastellata – è sempre più fondato il sospetto che siano state messe in atto forzature a tutti livelli da parte dell’amministrazione comunale. Dal punto di vista politico, ribadiamo – conclude Sironi – quanto Milano abbia assoluta necessità di un grande bagno di trasparenza, legalità e rispetto delle procedure. Questa allergia alle regole è un virus che nuoce alla città”.