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Infocamere: Milano città delle start up

operai terni

Milano città delle start up. Emerge dalla lettura effettuata da InfoCamere dei dati della sezione speciale del Registro delle imprese gestito dalle Camere di commercio dedicata alle start-up innovative a sei mesi dalla sua creazione. Il capoluogo lombardo infatti si rivela la provincia più attiva con 129 “start up” registrate, segue Roma con 101 poi Torino e Trento rispettivamente con 86 e 48 unità. Novantadue province su 105 vedono la presenza di almeno una startup sul loro territorio.

Complessivamente, secondo i dati Infocamere, continuano a crescere le start up italiane: al 9 settembre scorso sono 1.114 le società – costituende o già costituite da non oltre 48 mesi – aventi come obiettivo sociale esclusivo o prevalente “lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”.

Oltre la metà delle imprese innovative italiane (ben 652) sono concentrate soltanto in cinque regioni, tutte del Centro-Nord: Lombardia, Piemonte, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna. Alla Lombardia va il primato del maggior numero di startup registrate: con le sue 211 iscrizioni precede l’Emilia-Romagna (120) e il Veneto (109). Tra le regioni meridionali è la Campania, con le sue 46 unità registrate, quella con l’insieme più numeroso, seguita da Sardegna (32) e Puglia (30).

“Il nostro paese – ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – anche in un momento di crisi come quella attuale, si conferma terra di imprenditori. Rincuora il fatto che la propensione a innovare è connaturata allo spirito di chi fa impresa in Italia. L’innovazione, infatti, è la strada da seguire per essere competitivi sui mercati mondiali”. La lettura dei dati per settore di attività economica mostra come quello più vivace in questi sei mesi sia stato quello legato alla produzione di software e la consulenza informatica, dove si contano 345 imprese pari al 31% del totale di aziende “innovative”, subito seguito da quello della Ricerca e sviluppo (209 unità, 18,8%).