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Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori

Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori
juan caiza (4)
“Nessuna influenza europea”. Tiene a precisarlo Juan Rafael Caiza, pittore ecuadoregno e milanese d’adozione. L’artista, con questa affermazione, non vuole erigere barriere e rifiutare contaminazioni, ma sottolineare come la sua pittura sia figlia dello spirito sudamericano
Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori
Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori
Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori
Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori
Juan Caiza, il Gabriel Garzia Marquez dei pittori

“Nessuna influenza europea”. Tiene a precisarlo Juan Rafael Caiza, pittore ecuadoregno e milanese d’adozione. L’artista, con questa affermazione, non vuole erigere barriere e rifiutare contaminazioni, ma sottolineare come la sua pittura sia figlia dello spirito sudamericano. Dipingere per lui è come un ritorno alle origini, un viaggio virtuale nella sua terra lontana. Lo spirito delle opere di Juan lo si può ritrovare in ‘Cent’anni di solitudine’, capolavoro del colombiano Gabriel Garzia Marquez che ha saputo magistralmente raccontare la storia di un continente inquieto e affascinante. Anche i soggetti dipinti da Juan sono eterei, oltreumani al limite dello spaventoso.

Figure magiche, che sembrano danzare sulla terra, illuminate da un sole opaco incapace di riscaldarle. Con le sue pennellate tramanda a noi “europei” l’antico spirto andino, incarnato da coloro che vivono sulle montagne impervie del Sudamerica. Una sorta di spiritualità che, confessa Juan, “nel mondo occidentale si è perduta”.

La carriera di Juan, che sbarca il lunario come aiuto cuoco in un ristorante di Milano, ha una svolta alla fine degli anni ottanta con le prime esposizioni in Ecuador alla Camera di Commercio di Quito. Nel 1990 l’esordio europeo, quando mette in mostra i suoi lavori alla Galleria Bourani di Londra. In Italia, nel 2006, espone 40 opere allo spazio Crapapelada di via Savona. Il titolo della mostra, “Mesajero de los Andes”, spiega meglio di ogni altra parola l’ispirazione che pervade le opere di questo ecclettico artista 47enne.