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Le sirene spiegate di un'auto della Guardia di Finanza che, insieme alla scorta, accompagnava il ministro dell'Integrazione, Cecile Kyenge, a un convegno, e la velocita' in un tratto di strada contromano, hanno provocato la protesta di una decina di persone in via Terruggia a Milano. Il 'corteo' del ministro formato da tre auto ha infatti percorso una decina di metri nel senso contrario di marcia, proprio nei paraggi di una zona dove questa mattina c'e' il mercato. Qualcuno ha urlato 'vergogna, vergogna', protestando per la modalita' piu' che per il ministro Kyenge che neanche era stato individuato.

"Le scelte sulla sicurezza non le fa la sottoscritta". Il ministro per l'integrazione Cecile Kyenge, a margine di un incontro al G-Lab, replica cosi' alla piccola contestazione di cui e' stata oggetto questa mattina, per la velocita' e le sirene spiegate della sua auto, di quella della scorta e della Guardia di Finanza, nei pressi di un mercato rionale in via Terruggia. Il ministro si stava recando a un convegno sul lavoro minorile a Villa Clerici e la sua auto ha percorso l'ultimo tratto in contromano, cosa che aveva scatenato le lamentele di passanti, commercianti e avventori del mercato.

Puntata finale del 'mini giallo' iniziato il 21 maggio scorso per la mancata stretta di mano tra il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge e il capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale a Milano, Alessandro Morelli. Il 'caso' si chiude oggi, lungo la scalinata di palazzo Marino, con la fatidica stretta di mano tra i due. Nella sede del comune, casualmente, si sono incontrati il ministro, che stava uscendo dopo aver incontrato il sindaco Pisapia e Morelli che stava entrando.

Da parte di Kyenge anche gli "auguri di buon lavoro" al rappresentante del Carroccio. Per capire meglio i fatti bisogna fare un passo indietro a quel 21 maggio scorso, quando al termine di una cerimonia per l'assegnazione della cittadinanza onoraria, al castello Sforzesco, mentre Kyenge stava per andare via le si avvicino' Morelli per stringerle la mano e parlare di ius soli. Una richiesta che non ebbe seguito: Morelli fu fermato dalla sicurezza e il ministro si dileguo'. Per poi spiegare poco dopo, attraverso il suo staff, che non c'era alcuna volonta' di evitare il capogruppo Morelli, ma che ci si era semplicemente attenuti al protocollo della sicurezza. Gia' questa mattina, a margine di un convegno sul lavoro minorile a villa Clerici il ministro aveva tentato di mettere fine alle polemiche con il Carroccio assicurando che stringerebbe "la mano a chiunque". Alla domanda se fosse incluso anche Mario Borghezio, ha replicato convinta "a chiunque".

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