di Roberto Caputo,
Vice Presidente del Consiglio provinciale di Milano
Inspiegabile l’atteggiamento del Comune di Milano che persevera nell’elaborazione dell’ipotetica Città metropolitana in solitaria convocando tavoli, inviando comunicati, senza coinvolgere minimamente la Provincia di Milano. Questo atteggiamento è stato stigmatizzato giovedì scorso nella Commissione provinciale Città metropolitana, istituita ad hoc da alcuni mesi. Oltretutto, vi sono profonde novità che sono emerse dal decreto legge Delrio pubblicato sulla Gazzetta ufficiale lo scorso 14 agosto. Novità che vanno in contrasto con le posizioni espresse dalla Commissione interparlamentare presieduta dall’onorevole Daniela Gasparini. In una fase così complessa, sarebbe più opportuno e sicuramente più costruttivo lavorare insieme non solo tra esecutivi, ma convocando collegialmente le due Commissioni, quella comunale e quella provinciale. Si tratta infatti di riempire di contenuti e, in particolar modo, di comprendere quali saranno le deleghe della futura istituzione stretta tra Comune e Regione. L’altro nodo da sciogliere, e su questo vi è una distanza abissale tra Comune e Provincia, è quello della rappresentatività democratica: ovvero se il sindaco metropolitano e il Consiglio saranno eletti direttamente dai cittadini o nominati in maniera indiretta, togliendo in questo modo ogni possibilità di partecipazione da parte del territorio. E non si tratta di una questione di poca importanza. L’ultima problematica, che andrà chiarita, è il rapporto tra Città metropolitana, Regione e Governo nazionale. Proprio perché la situazione è complessa serve un’unità di intenti e non soluzioni prese in solitudine.
