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Milano

Di Andrea Radic, Fondatore Italian Luxury in the World

Mi chiedo cosa possa aver spinto l'assessore al Commercio a prendere posizione contro uno dei marchi Italiani simbolo in tutto il mondo di creatività, qualità, capacità.

I fatti di ieri mi spingono a due considerazioni: una di carattere economico e l'altra come cittadino di Milano.
Dolce&Gabbana è un esempio di storia imprenditoriale e di evoluzione dello stile, è uno dei pilastri della moda italiana e di quella eccellenza che i mercati chiedono con dati in crescita. L'economia italiana oggi guarda ai mercati esteri come il luogo dove poter trovare il fatturato necessario allo sviluppo. Le aziende del comparto moda creano occupazione diretta e favoriscono un forte indotto salvaguardando anche realtà piccole che senza questa opportunità sarebbero destinate a chiudere. È grazie a queste aziende, come a quelle del comparto del legno arredo, degli accessori, del food&wine, del design, della tecnologia che il nostro Paese conquista, seppur con sforzo e impegno, quote sui mercati stranieri.

Sono gli stessi valori che muovono Italian Luxury in the World, Società di promozione delle eccellenza italiane che allestirà un aereo quale showroom dei migliori prodotti del Made in Italy.

In questo contesto il ruolo di chi ha responsabilità istituzionali deve essere quello di dare attenzione, supporto, sostegno, non dal punto di vista economico, ma da quello formale, sostanziale.
Supporto e attenzione che le parole dell'assessore hanno messo in dubbio.

La seconda considerazione è da cittadino di Milano, una splendida città capitale di tante eccellenze, in diversi settori. La città della Fiera, del Salone del Mobile, dell'editoria, della Triennale, del Museo della Scienza e della Tecnica per citare solo alcuni dei suoi gioielli. Milano che è principalmente la città della moda, delle sfilate, momento che la fa aprire al mondo con la propria creatività, fantasia, stile e coraggio.
Questa città merita che le proprie capacità siano sostenute e difese, non certo criticate, anche perché la responsabilità di indagine fiscale sta i n capo ad altri.

Sono certo, come milanese e come imprenditore che il Sindaco saprà dare soluzione ad una presa di posizione infelice che potrebbe e dovrebbe restare un episodio isolato.
 

Tags:
moda







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