di Fabio Massa
Si apre la corsa per la presidenza di Cap Holding. Vero e proprio colosso dell’acqua pubblica, Cap Holding è oggi la più grande azienda, a livello patrimoniale, di tutto il Paese, con oltre 600 milioni di euro. Nell’ultimo anno Cap Holding ha completato il processo di fusione e razionalizzazione che ha portato in vita un vero e proprio gigante, nel quale i soci sono centinaia di Comuni e l’ormai quasi disciolta Provincia di Milano. Oltre a gestire l’area di Milano, esclusa quella del Comune (“presidia” il servizio Metropolitana Milanese), Cap Holding opera anche a Monza e Brianza, Pavia e Lodi. Insomma, una potenza. Una potenza però che ha vertici e decisioni molto politiche, giacché è la maggioranza dei sindaci a decidere chi la comanda, a livello di presidenza e di consiglio di amministrazione. Il presidente uscente è Alessandro Ramazzotti, che a sorpresa ha accettato il posto di amministratore unico che la Regione Sardegna, tramite i cacciatori di teste Key2People, gli ha offerto. Non si ricandida così a un altro mandato. E inizia la partita per il rinnovo.
Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it in pole position ci sarebbe Cesare Cerea. Attuale vicepresidente di Amiacque (braccio operativo di Cap, che per accordi politici è guidato da Marco Passaretta), è un renziano della prima ora, particolarmente attivo sul fronte di Peschiera Borromeo. Il segretario metropolitano, Pietro Bussolati, chiamato a comporre una partita davvero intricata, ne ha sempre riconosciuto le doti professionali, vista la lunga militanza sul fronte dell’acqua. In seconda posizione c’è invece Andrea Orlandi, assessore a Rho, classe 1986, bocconiano, con le deleghe a al Bilancio e tributi, Patrimonio comunale, Società partecipate, Politiche giovanili. Sostenuto da Area Democratica e dall’europarlamentare Patrizia Toia, non sgradito al segretario Bussolati, potrebbe essere un’ipotesi di rinnovamento, anche se questo vorrebbe dire per lui dare le dimissioni, giacché nello Statuto di Cap Holding è prevista l’incompatibilità. Ultimo, ma con la caratteristica di poter mediare tra esperienza e innovazione, gira il nome di Bruno Ceccarelli, 38 anni, già capogruppo in Provincia di Milano, membro del cda di Coop Lombardia, proprietario di Innovazioni dinamiche Srl, sostenuto dalla minoranza interna al Pd milanese e apprezzato anche dal vertice della segreteria provinciale. Entro fine luglio tutte le candidature saranno presentate e si procederà a una prima valutazione da parte del comitato di “saggi” del quale fanno parte l’ex presidente Alessandro Ramazzotti, il sindaco di Cernusco sul Naviglio Eugenio Comincini e il membro della segreteria del Pd Massimo Sacchi. L’ultima parola sarà però dei sindaci, che sono gli azionisti.
E Forza Italia? Gli azzurri giocheranno tutta la loro partita a cavallo tra Cap Holding e Amiacque. Se infatti fosse Cerea il prescelto per Cap, si aprirebbe una casella nell’altra società. In più, il consiglio di amministrazione di Cap passa necessariamente da un accordo politico molto complesso, reso ancor più complicato dal fatto che il cda e il presidente di Amiacque Marco Passaretta scade il prossimo anno. Insomma, una partita aperta, nella quale non si escludono colpi bassi e, soprattutto, l’emersione delle tante piccole e grandi mediazioni che contraddistinguono necessariamente una stagione di larghe intese che dura da anni.
@FabioAMassa
