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La casa di don Verzè? Abusiva e da abbattere. Braccio di ferro Comune-Sigille

Le Sigille di don Verzè a rischio sfratto: è braccio di ferro tra il Comune di Milano e l’associazione delle adepte di quella che fu la confraternita sorta attorno al fondatore dell’ospedale San Raffaele. Al centro, l’edificio adiacente alla struttura ospedaliera realizzato negli anni Settanta, ma che sarebbe abusivo

Le Sigille di don Verzè a rischio sfratto: è braccio di ferro tra il Comune di Milano e l’associazione delle adepte di quella che fu la confraternita sorta attorno al fondatore dell’ospedale San Raffaele. Al centro, l’edificio adiacente alla struttura ospedaliera, realizzato per volontà del sacerdote negli anni Settanta trasformando in residenziali alcuni terreni agricoli, e che per decenni ha ospitato don Luigi Maria e la sua più stretta cerchia, costituita da uomini e donne con ruoli all’interno della Fondazione Monte Tabor, che ha controllato l’ospedale sino alle note vicende giudiziarie. Nel 1986 don Verzè aveva fatto richiesta di poter beneficiare di un condono edilizio per regolarizzare l’uso residenziale-ospedaliero dell’edificio. Che nel 2007 venne integrato con una residenza per studenti fuori sede. L’associazione delle Sigille ritiene che tutto sia avvenuto seguendo regole e norme, ma il Comune ha fatto avviare lo scorso dicembre controlli, sulla base del fatto che i lavori alla Cascina sarebbero stati finiti dopo l’ottobre del 1983, termine massimo per poter beneficiare del condono del 1986. Per il Comune, insomma, la struttura sarebbe abusiva e da abbattere. Ma le Sigille, come riporta il Corriere, si sono rivolte al Tar. Che si dovrà esprimere a metà maggio.