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Milano

di Dario Balotta
Responsabile trasporti Legambiente della Lombardia

Mentre Sea, dopo la multa UE di 360 milioni, non sa più cosa fare per salvare dal fallimento la sua controllata che impiega 2.400 addetti, la giunta regionale di Roberto Maroni con una delibera improvvida ed irrealistica del 3 marzo scorso ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente il benestare al master plan di Malpensa. Si tratta di un maxi-investimento da 1,3 miliardi di euro che provocherebbe una nuova ferita ambientale nel parco del Ticino.
 In questa gravissima fase di crisi gestionale,finanziaria ed occupazionale, che il fallimento dello sbarco in borsa aveva già evidenziato nel dicembre scorso, un’altra gravoso impegno economico viene accollato alla SEA. SEA che ha appena  inaugurato il nuovo terzo satellite costato 300 milioni di euro ma è ancora chiuso   per mancanza di passeggeri e dispone di consistenti capacità aeroportuali tutt’ora sottoutilizzate. Ora il gestore dello scalo dovrebbe mobilitare preziose risorse per inutili investimenti dato che nel 2012 lo scalo ha perso 800mila passeggeri (-4%) e 36mila tonnellate di merci (-8%) mentre l’avvio del 2013 è  ancora sotto il segno negativo. Quanto alla strabiliante multa di 360 milioni, c’è da ritenere più strabilianti le ricapitalizzazioni fatte dal 2002 al 2010,  per coprire una sgangherata gestione di Sea handling. L’azionista, il Comune di Milano, non si accorto della grave violazione delle norme, gli aiuti di Stato, e il management diffondeva in quel periodo notizie ottimistiche. Dopo le  gravi carenze di interventi di mitigazione ambientale sul territorio ora c’è il rischio che SEA sposti le conseguenze della sua dissennata gestione solo sui lavoratori dell’azienda.

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roberto maroni







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