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maroni reguzzoni

"La Lega lombarda è composta da 600 sezioni e 30mila iscritti e i numeri dicono che lavoriamo per l'unità: da quando sono stato eletto, a giugno, abbiamo preso solo sei provvedimenti disciplinari". E' quanto sostiene Matteo Salvini, contattato al telefono dall'Agi. Il segretario nazionale della Lega lombarda ha spiegato che ieri il consiglio ha approvato, con una maggioranza di 25 a 1, la proposta di espulsione di sei persone. Si tratta - ha confermato - dell'ex capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, degli ex parlamentari, Marco Desiderati (membro eletto del consiglio federale), Alberto Torazzi e Giovanni Torri. La richiesta di espulsione di Reguzzoni, ha poi aggiunto, e' stata pero' "sospesa".

Non compare, invece, nella lista dei possibili espulsi l'ex assessore lombardo allo Sport, Monica Rizzi, in quanto quest'anno non avrebbe rinnovato la tessera della Lega. Gli altri due finiti nel 'libro nero' della Lega lombarda sono, ha spiegato Salvini, Flavio Tremolada, ex assessore comunale a Lesmo (Monza e Brianza) e Marco Brigliadori, fratello dell'attrice Eleonora, militante semplice. "Non si tratta di vendetta", ha sostenuto Salvini, parlando delle motivazioni che hanno spinto il consiglio a prendere i provvedimenti.

"E' una richiesta che viene dal territorio e dalle sezioni per le dichiarazioni pubbliche fatte durante la campagna elettorale", ha spiegato. "E poi il troppo 'stroppia' - ha aggiunto - l'obiettivo e' l'unita' del movimento, per me contano i 20mila militanti che sono venuti a Pontida e non quei 20 che hanno rotto i cog..ni". Salvini ha poi spiegato che non occorrera' che il consiglio federale esamini le richieste di espulsione. Ma, in base al nuovo statuto, potranno essere prese in considerazione dal comitato di disciplina e garanzia, presieduto da Umberto Bossi. Tutte, tranne quella di Reguzzoni, che, ha ribadito, lui non ha firmato.

BOSSI, SE VA AVANTI COSI' NON RESTERO' NEPPURE IO... - Questi sono un po' matti. Tanti anni per mettere insieme un'organizzazione e poi ... Alla fine non restero' li' neppure io, se va avanti cosi'". Cosi' Umberto Bossi ha risposto a chi gli chiedeva di commentare la decisione del consiglio nazionale della Lega lombarda che ieri ha proposto provvedimenti disciplinari nei confronti dell'ex capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, e altri. Intervistato dai giornalisti locali, a Varese, a margine di una cerimonia in onore di Calogero Marrone, nonno della moglie, a chi gli ha chiesto se dara' vita a una nuova Lega, il presidente della Lega Nord ha poi risposto: "No questo no". "Io non ho mai messo nessuno fuori dalla Lega", ha aggiunto, tranne chi si era venduto visibilmente", ha aggiunto Bossi. Bossi e' arrivato alla cerimonia, nella sede del Comune di Varese, insieme alla moglie Manuela Marrone e al figlio Renzo. Il nonno della consorte, morto in un campo di concentramento poco prima della fine della Seconda guerra mondiale, e' stato insignito dell'onorificenza di 'giusto tra le nazioni' (medaglia, certificato d'onore e nome nel giardino dei giusti al museo Yad Vashem di Gerusalemme). In tempo di guerra, Marrone era un funzionario del Comune di Varese che, falsificando i loro documenti, agevolo' la fuga di decine di ebrei in Svizzera.

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