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Milano

E' la Lombardia la regione italiana a registrare il maggior numero di fallimenti di imprese, con 1.637 casi rilevati nel primo semestre 2013 e una quota pari al 22,2% del totale nazionale. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, il numero di fallimenti rilevato in regione mostra un incremento del 18,2%. Complessivamente, dall'inizio del 2009 ad oggi in Lombardia si sono registrati 11.608 casi. il Lazio, dove in sei mesi hanno portato i libri in Tribunale 828 imprese, il 15,8% in più rispetto al corrispondente semestre 2012 e un'incidenza pari all'11,2% del totale dei fallimenti rilevati sul territorio nazionale. Seguono poi il Veneto con 628 fallimenti (in crescita del 24,3% rispetto ai primi 6 mesi del 2012), l'Emilia Romagna e la Toscana, entrambe con 578 fallimenti (rispettivamente +25,1% e +34,4%), la Campania con 574 (+16,9%), il Piemonte con 491 (+2,3%), la Sicilia con 448 (+31,7%) e la Puglia con 357 casi (+14,7%). Emerge dall'Analisi dei fallimenti in Italia aggiornata al secondo trimestre 2013 realizzata da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nella business information. In Italia, complessivamente, nei primi sei mesi del 2013 hanno portato i libri in Tribunale in media 57 imprese al giorno (al netto di sabati e domeniche), per un totale di 7.365 fallimenti. Dall'inizio del 2009, quando la crisi ha iniziato a incidere più pesantemente sull'economia nazionale, complessivamente sono stati 52.666 i casi registrati, con un trend in costante aumento nel corso degli anni. Per altro, il numero di fallimenti rilevati nel primo semestre 2013 mostra una crescita pari a +16,5% rispetto allo stesso periodo del 2012 e addirittura del +60,3% rispetto al 2009. Dopo i 3.637 fallimenti rilevati nei primi tre mesi del 2013, nel secondo trimestre dell'anno se ne sono aggiunti ulteriori 3.728, facendo segnare il record peggiore rispetto al corrispondente periodo degli ultimi anni caratterizzati dalla congiuntura economica negativa. Con riferimento al secondo trimestre dell'anno in corso, infatti, i fallimenti rilevati in Italia sono passati dai 2.391 casi del periodo aprile-giugno 2009 ai 3.001 del 2010, per crescere ancora nel 2011 (3.411), calare lievemente nel 2012 (3.109) e toccare il record assoluto nel trimestre appena concluso. "La drammatica contabilità dei fallimenti, con 7.365 nuovi casi rilevati nell'ultimo semestre, rappresenta l'ennesima conferma delle perduranti difficoltà della nostra economia - commenta Marco Preti, amministratore Delegato di CRIBIS D&B - Del resto, le nostre rilevazioni periodiche continuano a fotografare anche l'inesorabile aumento dei ritardi gravi nei pagamenti commerciali e l'elevato rischio di generare insoluti, che attestano il preoccupante deterioramento dello stato di salute delle imprese. Del resto, la debolezza del quadro economico complessivo inevitabilmente accentua le difficoltà per molte imprese a stare sul mercato, con l'estrema conseguenza dell'aumento del numero di fallimenti".

Analizzando la dinamica nei diversi settori - spiega l'indagine - si evince come quasi un quinto dei fallimenti registrati nel primo semestre 2013 riguardi l'edilizia, che si conferma il comparto in maggiore difficoltà con oltre 1.500 casi totali e un +17,1% rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Complessivamente si contano più di 8.700 imprese dell'edilizia che sono state costrette a portare i libri in Tribunale dall'inizio del 2009 ad oggi. Entrando maggiormente nel dettaglio, nei primi 6 mesi del 2013 si sono registrati 910 fallimenti nel microsettore della "costruzione di edifici" e 596 in quello degli "installatori" mentre, in stretta correlazione, si segnalano i 415 casi del "settore immobiliare" (in crescita del 33,4%). Come evidenziano anche altri indicatori, in questa delicata fase il settore dell'edilizia non gode di buona salute e questo dovrebbe far alzare ulteriormente la guardia in quanto ß ancora rilevante il numero di imprese che si caratterizzano per livelli di rischio elevato. Dalla rilevazione di CRIBIS D&B appare ugualmente molto critica la situazione delle imprese del commercio, comparto che ha subito quasi 1.000 fallimenti negli ultimi sei mesi nelle vendite all'ingrosso (+10,8% rispetto al corrispondente periodo 2012) e poco meno di 800 in quelle al dettaglio (+22,4%). Tra le imprese operanti nel commercio al dettaglio, invece, si segnalano 306 chiusure di ristoranti e bar, 231 di negozi di abbigliamento e accessori, 151 di negozi di arredamento e articoli per la casa, 109 di alimentari. In totale, dal 1 gennaio 2009 ad oggi hanno dichiarato fallimento oltre 10.400 imprese del commercio. Anche l'industria però mostra un elevato numero di casi nell'ultimo semestre, specie nei comparti dell'industria "manufatti in metallo" (329 fallimenti, +17,9% rispetto al corrispondente semestre 2012), dei "macchinari industriali e computer" (152 casi, +25,6%), del "mobile e dell'arredo" (143, +53,8%) e dell'industria alimentare (126, +21,1%). Più di 400 fallimenti, inoltre, si registrano nel settore del "trasporto e distribuzione", con 318 casi nei "trasporti e servizi su gomma" e 104 nei "servizi ai trasporti".

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