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Milano, la manifestazione del Primo Maggio dei centri sociali

Camion trasformati in discoteche mobili, musica ‘a palla’ e balli in strada. Sono i ragazzi del Primo Maggio, scesi in corteo a Milano per celebrare il giorno del lavoro, ma soprattutto per denunciare l’assenza di lavoro. In migliaia, tutti giovanissimi, hanno invaso il centro città. Chi in bicicletta, chi a piedi, chi spingendo passeggini. “Combattiamo contro gli stronzi della finanza. Facciamoci sentire a Roma”, urla da un altoparlante una donna. Sul furgone un lungo striscione: “Reddito per tutti”. Poco dopo un altro camion avanza lentamente con le fiancate ricoperte di scritte. Spicca un hashtag: #OccupySfitto. E’ il nuovo volto della protesta che non si riconosce né nei partiti, né nei movimenti, ma che ha voglia di farsi sentire.

 
 

 

 

 

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Le banche sono state protagoniste, loro malgrado, del corteo organizzato dal Cub (Confederazione Unitaria di Base), dai centri sociali e da altre realtà antagoniste. Nel tratto tra via Cesare Correnti e via Torino, in direzione di piazza Duomo, sono state imbrattate alcune banche con la vernice e lanci di uova. Più numerose, invece, le filiali con vetrine letteralmente tappezzate da manifesti contro il sistema finanziario globale.

In mattinata il corteo ‘ufficiale’, con il sindaco Pisapia. Fra striscioni e cartelli per denunciare la sempre più pesante disoccupazione, si sono levate anche grida e slogan contro l’ex ministro Elsa Fornero. La manifestazione, alla quale hanno partecipato tante categorie, dai poliziotti agli agricoltori, dai ricercatori agli operai, come ha spiegato il segretario generale della Camera del lavoro milanese, Graziano Gorla, “è stata più partecipata” rispetto all’anno scorso. Il corteo è stato aperto dal gonfalone di Milano, con il sindaco Giuliano Pisapia e l’assessore Cristina Tajani (Welfare), e dai vari centri dell’hinterland. In prima fila, insieme con i sindacati, i lavoratori over 55 che hanno perso il lavoro prima di poter accedere alla pensione.