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Milano
LA REAZIONE DEL CAPOGRUPPO STEFANO BRUNO GALLI: "TRADITRICE, LA BALDINI SI DIMETTA DA CONSIGLIERA"

“Con viva perplessità e malcelato stupore apprendo dell’uscita dalla Lista Maroni della consigliera Maria Teresa Baldini, dopo poco più di un anno di attività al Pirellone. Stupisce il suo gesto, incosciente e irresponsabile, perché dimostra che la correttezza, la lealtà e la gratitudine, sono atteggiamenti ormai passati di moda, non sono certo merce diffusa nella politica. È tuttavia inaccettabile il tradimento di chi è stato eletto nella Lista Maroni, ha condiviso e votato il Programma ‘La nostra Lombardia’ e il Piano regionale di sviluppo. Per queste ragioni, chiedo alla consigliera Baldini, per coerenza, un dignitoso passo indietro, cioè le dimissioni dal Consiglio regionale lombardo. In caso contrario prenderò atto che a prevalere sono ancora una volta le logiche della vecchia politica. Lei è infatti entrata nel Consiglio regionale lombardo sotto le insegne della lista civica del governatore Roberto Maroni. Per coerenza, ma soprattutto per la novità politica rappresentata dalla Lista civica “Maroni Presidente”, sarebbe auspicabile che non replicasse scene già viste troppe volte. I cambi di casacca non sono più accettabili. È una questione di onesta morale e politica”. Lo dichiara Stefano Bruno Galli, a capo del gruppo consiliare “Maroni Presidente” nel Consiglio regionale lombardo, a seguito dell’uscita dal gruppo, ufficializzata oggi, di Maria Teresa Baldini.

“Qualora la consigliera Baldini non si dimettesse dalla carica di consigliere regionale – annuncia il capogruppo – per quanto ci riguarda passerà ai ranghi dell’opposizione. Mettere la questione sul piano dell’incompatibilità e dell’attacco personale è del tutto fuorviante. Il fatto è che, con le sue iniziative, la consigliera Baldini si è quasi sempre collocata al di fuori del Programma elettorale e del Programma regionale di sviluppo: ha auspicato controlli a tappeto per i rom e gli immigrati, voleva far schedare tutti i parenti dei pazienti in visita negli ospedali, ha proposto di mettere la targa a tutte le biciclette. Ciò risponde a una percezione del vivere associato che è concentrazionaria e contrasta con i principi liberali in cui il resto del gruppo crede. Oltre al fatto che le sue iniziative rientrano nella complicazione normativa e nell’incremento della burocrazia, non nella semplificazione. Le preoccupazioni prevalenti della consigliera sono sempre state quelle di dedicarsi a mozioni e comunicati stampa con il deliberato obiettivo di ottenere una maggiore visibilità fine a se stessa. Un modo di agire che è in netta contrapposizione con quello del gruppo in cui è stata eletta”.

“Quando fanno difetto le qualità umane e subentra un incontenibile egocentrismo – prosegue Galli - è facile dimenticare le ragioni di fondo del proprio impegno, che non sono certo quelle di assecondare un’egoistica ansia di autoaffermazione. Si tratta piuttosto di lavorare con severo impegno, passione civile e slancio ideale per perseguire sempre e comunque, con serietà e competenza, l’interesse generale della comunità lombarda, come converrebbe a un consigliere di una lista civica che rappresenta il futuro della politica, elemento essenziale della maggioranza che governa e, più in generale, del centrodestra”. “Entro l’estate – conclude il capogruppo -, come Lista Maroni, ci porremo alla testa di questo processo e organizzeremo una convention per aggregare le liste civiche di centrodestra che sono scese in campo nell’ultima tornata elettorale”.

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stefano bruno galli







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