di Fabio Massa
La madre di tutte le battaglie, quella sulla sanità lombarda. Roberto Maroni è (almeno) la terza volta che ci torna su. In origine fu l’idea di accorpare in un super assessorato Welfare, Sanità e Famiglia. E tutti la lessero come un’ipotesi che di fatto “uccideva” Mario Mantovani, il vicepresidente azzurro. Poi venne il tempo del libro bianco della Sanità. E – infine – ora torna l’ipotesi di un super assessorato e di una riforma della legge regionale che non è esattamente gradita nè agli azzurri nè ai centristi di Ncd, perché sposta l’accento dalla sussidarietà e dal meccanismo degli accreditamenti. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it, Forza Italia arriverà in aula settimana prossima con una propria proposta, elaborata sotto la supervisione di Mariastella Gelmini, che già ieri ha dato l’altolà a Maroni, pur amichevole, dopo l’ottenuto rimpasto. Stesso percorso di Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio Regionale e leader di Ncd, che ha detto chiaro e tondo che i diktat di Maroni non vanno bene. Del resto, secondo quanto risulta ad Affari, dopo l’annuncio del governatore, molti operatori privati hanno alzato le antenne. Considerato che si tratta di gruppi economici di grandi dimensioni, è chiaro che la partita è tutta in salita per la Regione. Perché in aula, lunedì e martedì, ci saranno le sabbie mobili nella maggioranza. L’opposizione sta a guardare. Difficile che si arrivi a qualcosa prima di Natale, come invece aveva promesso Maroni.
@FabioAMassa
