"La terza volta": al cinema la storia della partigiana che cambiò il destino di Edda Ciano - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 16:20

"La terza volta": al cinema la storia della partigiana che cambiò il destino di Edda Ciano

Esce il 19 febbraio "La terza volta", film di Gianni Aureli che racconta i convulsi giorni successi all'Armistizio

di Roberto Servio

"La terza volta": al cinema la storia della partigiana che cambiò il destino di Edda Ciano

In un’Italia che ancora oggi discute di memoria, revisionismi e ritorni di nostalgie autoritarie, “La terza volta” sceglie di riportarci nei giorni convulsi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943, per porre una domanda scomoda e attualissima: cosa faresti se ti trovassi faccia a faccia con il simbolo del potere che combatti. 

Secondo lungometraggio di Gianni Aureli (dopo Aquile Randagie, 2019), “La terza volta” è prodotto da BlueFilm e Amarcòrd production in associazione con Webreak, con il contributo del MIC e della Lucana Film Commission. Esce il 19 febbraio.

Presentato nella sezione Special Screenings alla Festa del Cinema di Roma 2025, è un’opera d’essai capace di coniugare memoria storica e linguaggio contemporaneo. Un’ucronia originale e coraggiosa che mette al centro due figure femminili agli antipodi: Edda Ciano, figlia prediletta di Mussolini, e Nichi, la giovane partigiana incaricata di portarla in salvo. Ne nasce un viaggio notturno, fisico ed emotivo, che ribalta i ruoli e interroga il senso di lealtà, identità e sacrificio.  In un presente in cui il confine tra “noi” e “loro” viene spesso agitato come arma politica, il film sceglie di raccontare l’incontro forzato tra due nemiche per nascita e per destino, costringendo lo spettatore a misurarsi con la complessità delle persone dietro le etichette.

Una storia alternativa nel 1943

Matera, 1943. Nichi (Sara Baccarini) è una partigiana stremata: il corpo porta i segni di mille ferite, la mente è fissa sul marito, ricercato dai nazifascisti e ormai dato per perduto. Tornando al rifugio della Brigata, non trova più nessuno: ad attenderla c’è Antonio, il comandante della brigata (Joe Capalbo) e una donna elegante, avvolta in una pelliccia, distante anni luce dal suo mondo. Quella donna è Edda Ciano (Elisabetta Pellini), che deve assolutamente raggiungere entro la notte una casa sicura fuori città. L’unica che può accompagnarla è proprio Nichi. Inizia così un viaggio scomodo, inaspettato, “scorretto”, attraverso campi e boschi della periferia materana, mentre i soldati tedeschi pattugliano i sentieri a poca distanza.  Due donne diversissime, per classe sociale, storia, ideali, sono costrette a camminare fianco a fianco, condividendo paura, silenzi, rabbia e confessioni.

La strada le avvicina, le lega. Alla fine della fuga, nella casa sicura raggiunta a fatica, tra loro è nato un rapporto fatto di amicizia, stima, affetto. È lì che Nichi scopre chi sia davvero la donna che ha protetto: non una semplice sconosciuta da scortare oltre il pericolo, ma il volto di quel regime contro cui lei rischia la vita. Ciascuna dovrà affrontare una scelta estrema: salvare sé stessa o la propria compagna di viaggio. In tempi in cui il dibattito pubblico si polarizza e semplifica tutto in bianco e nero, “La terza volta” sceglie la zona grigia delle coscienze.

Un road movie al femminile, tra storia e presente

“La terza volta” è un road movie al femminile, intenso e drammatico, che racconta la forza che abita ogni donna quando viene messa alle strette da un mondo costruito e governato dagli uomini. In bilico tra storia e finzione, il film usa l’ucronia per esplorare: l’ambiguità delle identità, il peso delle scelte morali sotto dittatura, i confini mobili tra nemico e alleato, il coraggio di guardare l’“altro” oltre le appartenenze politiche. Per Gianni Aureli, che in Aquile Randagie aveva raccontato un gruppo di scout in clandestinità durante il fascismo, “La terza volta” è una nuova immersione nel Novecento italiano, questa volta filtrata attraverso due corpi e due sguardi femminili. In un Paese che ancora fatica a fare i conti fino in fondo con il proprio passato e in cui la parola “antifascismo” torna al centro del dibattito pubblico, il film non propone una lezione di storia, ma un’esperienza emotiva: cosa significa scegliere da che parte stare, quando la scelta ha realmente un prezzo. “La terza volta” non cerca risposte consolatorie. Invita piuttosto lo spettatore a porsi una domanda che riguarda profondamente anche l’Italia di oggi: quanto siamo disposti a mettere in discussione le nostre certezze quando il volto del “nemico” ci cammina accanto, nel buio?

CREDITI
La Terza Volta – 2025 – Italia – colore – 2.39:1 – 107’
Regia: Gianni Aureli
Sceneggiatura: Gaia Moretti
Direttore della fotografia: Andres Arce Maldonado
Scenografia: Marco Blumetti
Costumi: Agostino Varchi
Trucco: Federica Puglielli, Elvira Meola
Suono: Giuseppe Manfrè
Montaggio: Gianni Del Popolo
Musiche originali: David Cerquetti, Giovanni Piacentini
Prodotto da: Claudio Bucci, Mario Pezzi, Gaia Moretti
Executive producer: Angelo Frezza
Una produzione BlueFilm e Amarcòrd production in associazione con Webreak, con il contributo di MIC e Lucana Film Commission.

CAST
Elisabetta Pellini – Edda
Sara Baccarini – Nichi
Giovanni Capalbo – Antonio
Stefano Fresi – Cuoco
Emilio De Marchi – Generale
Erminio Trucellito
Teo Guarini
Matteo Valentini








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