Il sistema produttivo lombardo regge l’urto dello scenario internazionale, ma resta tra i più esposti. A sottolinearlo è l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Lombardia Guido Guidesi, che evidenzia come il tessuto imprenditoriale locale stia affrontando una fase complessa segnata da instabilità e tensioni globali. “Il tessuto produttivo lombardo sta rispondendo” alle difficoltà, osserva, pur riconoscendo una “maggiore difficoltà” rispetto ad altri territori. La ragione risiede nel forte orientamento internazionale e nella presenza trasversale in diversi comparti, dal manifatturiero ai servizi.
Flessibilità delle imprese, ma timori per i costi
Secondo Guidesi, le aziende lombarde continuano a dimostrare capacità di adattamento anche in un contesto in rapido mutamento. “Le nostre aziende ed i nostri ecosistemi sono da sempre capaci di rispondere con flessibilità e continuano a farlo al meglio”, afferma. Allo stesso tempo, però, emergono segnali di preoccupazione legati soprattutto all’aumento dei costi. Il riferimento è in particolare all’inflazione e al caro energia, fattori che incidono direttamente sulla competitività delle imprese e sui consumi.
“L’impatto è negativo”, ammette l’assessore, sottolineando come il rincaro di energia e carburanti rappresenti oggi uno dei principali rischi per il sistema economico regionale. Una dinamica che alimenta timori sulla tenuta del mercato interno e sulla capacità delle imprese di mantenere margini competitivi. In questo quadro, le contingenze economiche cambiano rapidamente, rendendo difficile una previsione stabile sull’andamento nei prossimi mesi.
“Previsioni pessimistiche, ma la Lombardia può sorprenderci in positivo”
Nonostante le previsioni siano orientate al ribasso, Guidesi invita a non escludere possibili sorprese positive. “Non abbiamo ancora dei dati ma le previsioni sono pessimistiche”, osserva, ricordando però come in passato la Lombardia abbia spesso smentito gli scenari più negativi. “La speranza è che, ancora una volta, la Lombardia ci sorprenda in positivo”, conclude, lasciando aperta la possibilità di un’evoluzione migliore rispetto alle attese.

