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Le intercettazioni scuotono Maroni (e la portavoce)

La portavoce di Maroni viene ascoltata dall’antimafia. Nelle conversazioni di Isabella Votino il tentativo di sapere su che cosa stavano indagando gli investigatori…

Le intercettazioni continuano a scuotere Palazzo Lombardia. Sono quelle dell’antimafia, come riporta l’Espresso, che hanno “beccato” la portavoce-ombra di Maroni. Isabella Votino, otto anni all’ombra di Maroni, da capogruppo della Lega, poi da titolare dell’Interno, poi da segretario del partito e infine da governatore.

Isabella Votino è finita dentro un’inchiesta sui collegamenti della ’ndrangheta con la politica e le tangenti. Un’indagine che parte da Reggio Calabria e arriva a Milano, nell’ambito della quale Isabella Votino è stata intercettata per quasi un anno a partire dalla fine del 2012.

Le intercettazioni effettuate dalla Dia di Reggio Calabria hanno permesso di ricostruire una lunga catena di affari in cui venivano investiti i fondi della Lega Nord. La strategia finanziaria, però, era partorita nello studio di commercialisti milanesi in cui è socio Pasquale Guaglianone, altro calabrese trapiantato a Nord con una storia personale tutta a destra: in gioventù è stato un membro dei Nuclei armati rivoluzionari, Nar, e ha gestito la cassa della formazione di Giusva Fioravanti e Massimo Carminati (dal casellario giudiziario risulta una condanna per banda armata e associazione sovversiva). In un ufficio a 500 metri dal Duomo di Milano, si sedevano attorno a una scrivania professionisti calabresi che decidevano dove spostare pacchi di milioni.

Quando nelle conversazioni intercettate emerge Isabella Votino, i pm mettono sotto controllo anche il telefono della portavoce di Maroni che, uscito dal Viminale, era in quel periodo segretario federale della Lega Nord, pronto sulla pista di lancio per candidarsi alla presidenza della Regione Lombardia. E che cosa emerge? Emerge che secondo le registrazioni Isabella Votino aggancia investigatori nel capoluogo lombardo per tentare di acquisire notizie su eventuali attività giudiziarie in corso sul gruppo vicino a Maroni. In pratica, cerca di capire che cosa vogliano cercare i magistrati. Secondo l’Espresso il profilo che emerge dalle conversazioni non è quello di un portavoce, ma di un vero consigliere politico di Maroni.